L’evoluzione della piattaforma pubblicitaria di Facebook in questi anni è stata, secondo me, influenzata dalla più nota e diffusa piattaforma Google AdWords. In questo articolo ti illustrerò quali sono le somiglianze tra le 2 piattaforme e, soprattutto, perché penso che Facebook Ads si stia ispirando a Google AdWords.

Prima somiglianza: Canvas -> GSP

Facebook da poco ha introdotto le inserzioni Canvas, ovvero pagine visualizzabili solo su dispositivi mobile che offrono all’utente maggiori informazioni su ciò che troverà nella landing page finale dell’inserzione pubblicitaria cliccata.

In pratica si tratta di una versione estesa dell’inserzione pubblicitaria, un passaggio intermedio tra il clic dell’utente sull’inserzione e la pagina web di destinazione scelta dall’inserzionista all’interno del canvas.

Questa tipologia di annuncio è molto simile all’annuncio GSP (Gmail Sponsored Promotions) di Google AdWords, che ho illustrato in questo articolo: Google Gmail Sponsored Promotions

Gli annunci GSP, infatti, si compongono di un annuncio breve (teaser), la cui prima pagina di destinazione è un annuncio esteso in formato HTML ,visualizzabile all’interno della piattaforma Gmail, che offre maggiori dettagli all’utente sulla promozione o offerta che ha cliccato. Come per le inserzioni Canvas di Facebook, anche qui l’annuncio esteso si inserisce nella canalizzazione del messaggio pubblicitario in una posizione intermedia tra l’annuncio e la landing page finale.

Personalmente, apprezzo molto questa tipologia di annuncio perché offre la possibilità di aumentare la quantità e la qualità di informazioni da poter inserire nella campagna pubblicitaria, migliorandone così anche i risultati.

Seconda somiglianza: targeting

Facebook, quando lanciò la sua piattaforma pubblicitaria, si ispirò palesemente ai metodi di targeting delle campagne display di Google AdWords e di altri “network pubblicitari display”. Gli interessi e gli argomenti, come tipologie di targeting a cui mostrare le campagne pubblicitarie, erano disponibili su Google AdWords già diversi anni prima dell’avvento di Facebook Ads; anche la geo-localizzazione, basata sia sulla posizione del dispositivo dell’utente che sulla località d’interesse, era uno dei metodi già esistenti all’interno della piattaforma di Google.

Infine, la più “sottile e raffinata” tra le somiglianze di targeting, è quella che si basa sulle attività dell’utente: mentre Google AdWords utilizza i cookie di profilazione per migliorare l’esperienza dell’utente sul web, mostrandogli annunci pubblicitari più in linea con i suoi interessi, Facebook utilizza le attività dell’utente all’interno della sua piattaforma (e non solo).

Il mio “non solo” deriva da fatto che da pochissimo, ovvero con l’ultimo aggiornamento di WhatsApp di settembre 2016, è stata introdotta nell’applicazione una nuova voce riguardante la condivisione dei dati tra l’applicazione e Facebook, al fine di migliorare l’esperienza dell’utente sul social network e mostrargli inserzioni pubblicitarie più in linea con i suoi interessi, un po’ come fece in passato Google AdWords con Google+, Gmail e Youtube.

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Terza somiglianza: CPC effettivo

Chi come me si è avventurato nel creare campagne pubblicitarie durante il periodo iniziale della piattaforma pubblicitaria di Facebook, si sarà sicuramente accorto che il CPC era poco redditizio nelle campagne il cui obiettivo era la visita di una pagina web, in quanto nel calcolo dei clic a pagamento erano compresi i like, i clic sul nome della pagina e le condivisioni dell’inserzione pubblicitaria; solo ultimamente (luglio del 2015) Facebook ha aggiornato, soltanto per le campagne con link, il suo sistema di remunerazione CPC, eliminando dal calcolo tutti i clic sociali, ovvero tutti i clic che porterebbero l’utente a lasciare la piattaforma di Facebook, cosa che Google AdWords ha sempre fatto sui clic social (Google+) che l’utente fa su un annuncio pubblicitario.

Quarta somiglianza: Video ads

Cosa ha reso Google AdWords uno dei più grandi network pubblicitari online? Per rispondere a questa domanda basta pensare che al primo posto dei siti più visitati al mondo c’è Google e al secondo Youtube, di proprietà di Google! (fonte: Alexa an Amazon Company)

Da un po’ di tempo anche Facebook ha compreso che le persone amano vedere le foto, ma ancor di più i video. Ecco perché Facebook, piano piano, sta cercando di “convincere” gli utenti a pubblicare i video direttamente sulla piattaforma, invece di incorporare quelli caricati su Youtube. Come fa Facebook a convincere gli utenti? Semplicemente limitando la diffusione dei post con i video incorporati dall’esterno rispetto ai post con i video caricati direttamente su Facebook (provare per credere).

Non rimarrei affatto sorpreso se, nei prossimi mesi, Facebook lanciasse dei nuovi formati pubblicitari che permettono di inserire inserzioni pubblicitarie all’interno dei video caricati sulla piattaforma, garantendo anche un introito agli utenti che li caricano, stile Youtube insomma.

Infatti è questa la funzionalità che ha reso Youtube il sito di video sharing più grande al mondo, con un numero di canali che ottiene un fatturato a sei cifre l’anno e che aumenta del 50% su base annua (fonte: Statistiche di Youtube).

Conclusioni

A scuola mi hanno insegnato che non si copia, ma se proprio lo fai, fallo dai migliori! Bé Facebook si è sicuramente ispirato a uno dei migliori e più completi network pubblicitari online e questo, oltre a tutti gli altri vantaggi che offre ai propri inserzionisti, gli ha permesso di crescere a livello di fatturato in maniera esponenziale, a differenza di altri social network rimasti fermi ai banchi di partenza a livello di penetrazione del mercato pubblicitario online.

Speriamo che entrambe le piattaforme continuino a evolversi e a offrire a noi professionisti del marketing nuove funzionalità e strumenti sempre più efficaci.

© Mirko Maiorano

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