Il 2017 inizia con due importanti novità nel campo del Social Media Advertising per la piattaforma Facebook. Sono stati introdotti da pochi giorni due nuovi posizionamenti pubblicitari all’interno della piattaforma Facebook: Video in-stream e Articoli interattivi.

Gli Articoli Interattivi o Instant Article

Prima di parlare di questo nuovo posizionamento pubblicitario, vediamo cosa sono gli articoli interattivi. Questo strumento, introdotto da Facebook ad aprile del 2016, nasce per colmare le esigenze delle aziende che si occupano di editoria online che, proprio a causa dell’avvento di Facebook, hanno visto crollare il loro traffico e quindi il loro fatturato.

Fin dall’inizio, da prima ancora che Facebook diventasse il social network più grande e attivo del mondo, molti editori online avevano già compreso che questa nuova piattaforma avrebbe rappresentato una reale minaccia al traffico dei loro siti internet; infatti, mentre prima di Facebook gli utenti visitavano spontaneamente i vari portali o blog di informazione per leggere gli articoli di qualunque tipo, da ricette alla cronaca, dalla politica alla tecnologia, ora con Facebook sono cambiate le abitudini. Non si va più alla ricerca di un articolo interessante da leggere, ma “si aspetta che esca fuori da solo” all’interno del nostro news feed (home) di Facebook, perché tanto si sa, Facebook ci conosce e sa quali sono i nostri interessi. 🙂 Quanti hanno seguito gli sviluppi dell’evento drammatico dell’Hotel Rigopiano stando ad aggiornare il proprio feed di notizie su Facebook? Ecco, questo è proprio un esempio di come sono cambiate le abitudini di informarsi: appena succede qualcosa, una volta si andava su Google o su portali d’informazione a cercare le ultime news, ora tutti si va prima sui social per “saperne di più”.

Come si traduce in termini pratici questo cambiamento? Per poter rispondere a questa domanda, occorre sapere che:

  1. mediamente, all’interno della news feed di ogni utente, concorrono per uno spazio circa 2.000 pagine;
  2. nel mondo, le pagine aziendali registrate su Facebook, sono circa 30 milioni;
  3. le grandi fan page aziendali riescono a raggiungere mediamente tra il 5 e il 10% dei loro fan su canale organico (gratuitamente);
  4. ogni giorno vengono pubblicati mediamente 2,5 miliardi di post, ovvero circa 29 mila al secondo.

È chiaro, quindi, come il numero di contenuti che ogni utente può visualizzare è davvero limitato rispetto alla mole di informazioni disponibili in quel preciso istante; ecco perché chi vive di traffico internet, come siti editoriali o blog, a volte è costretto a “comprare” spazio all’interno dei news feed degli utenti attraverso la piattaforma Facebook Ads.

In questo quadro già così complesso per gli editori, i geniacci di Palo Alto (cittadina sede di Facebook), infastiditi dal traffico che gli utenti generano verso l’esterno di Facebook cliccando sui link degli articoli che desiderano leggere, hanno tirato fuori dal cilindro gli articoli interattivi (Instant Article): tramite questo strumento, infatti, i siti editoriali, i blog e le aziende possono distribuire i loro articoli all’interno di Facebook senza che l’utente debba lasciare la piattaforma per poterli leggere.

Un’altra vittoria nella missione “Restate tutti su Facebook!

Risolto questo primo problema, a quelli di Facebook non rimane che trovare una soluzione che possa dissipare i malumori degli editori e dei proprietari di blog, visto che questo nuovo strumento limiterà ancor di più le visite ai loro siti internet. Ti stai chiedendo come hanno fatto? Semplicemente dando la possibilità, a chi utilizza questo nuovo strumento, di poter inserire all’interno degli articoli interattivi spazi pubblicitari con la loro pubblicità o con la pubblicità degli inserzionisti di Facebook Ads. Nel primo caso tutti gli introiti pubblicitari restano al proprietario del contenuto/articolo, mentre nel secondo caso Facebook spartirà con loro gli introiti pubblicitari derivanti dallo o dagli spazi inseriti negli articoli.

Riassumendo, gli editori, per raggiungere più persone e aumentare il traffico verso i propri siti, investono in pubblicità all’interno di Facebook; Facebook limita il traffico verso l’esterno della piattaforma introducendo strumenti che permettono di usufruire di contenuti esterni senza abbandonare Facebook; gli editori per non perdere visibilità dei loro contenuti sono costretti a utilizzare questi nuovi strumenti, e Facebook per accontentarli gli dà la possibilità di monetizzare il traffico prodotto attraverso la pubblicità inserita negli articoli interattivi. E qui ci sta tutto un bel WOW!

Dal punto di vista di chi fa pubblicità questa introduzione rappresenta un’ulteriore possibilità da sfruttare, in quanto mentre prima l’unico modo di posizionare le proprie inserzioni, all’interno di siti editoriali o blog, era quello di ricorrere a reti display, come ad esempio Google AdWords o altri, ora si può utilizzare anche Facebook Ads per aumentare la propria visibilità all’interno dell’immenso mondo editoriale.

Quali tipologie di inserzioni pubblicitarie è possibile inserire all’interno degli Articoli Interattivi?
Naturalmente, vista la particolarità di inserzioni pubblicitarie, questo spazio o posizionamento pubblicitario non può ospitare tutte le tipologie di inserzioni ma solamente:

  • Post della Pagina con link
  • Installazione dell’app mobile
  • Inserzione video
  • Inserzione carosello

Su quali obiettivi pubblicitari è possibile utilizzare il posizionamento Articoli Interattivi?
Lo stesso discorso vale per gli obiettivi pubblicitari con cui si può sfruttare questo nuovo posizionamento, infatti gli unici obiettivi supportati sono:

  • Visualizzazioni del video
  • Traffico
  • Conversioni
  • Interazione
  • Installazioni dell’app
  • Vendita dei prodotti del catalogo

I Video In-Streaming

Come già avevo previsto in un mio articolo dello scorso ottobre (Facebook Ads e Google AdWords: somiglianze tra le 2 piattaforme), una delle tante mancanze della piattaforma pubblicitaria di Facebook, rispetto ai suoi competitor di advertising online, era quella di non riuscire a monetizzare dalla quantità di video caricati o prodotti dagli utenti sulla sua piattaforma, azione sempre più in crescita, soprattutto da quando è stata introdotta la funzione Live. I posizionamenti Video In-Streaming sono solo un piccolo passo verso questa direzione, in quanto rappresentano il primo vero posizionamento pubblicitario all’interno dei video prodotti o caricati su Facebook dagli utenti (anche chiamati Video Nativi).

Questo posizionamento pubblicitario può essere sfruttato dagli inserzionisti solo su campagne pubblicitarie con obiettivo Visualizzazioni del video, e devono essere usate insieme alla sezione Notizie. Naturalmente l’unica tipologia di inserzioni che può ospitare questo spazio o posizionamento pubblicitario è l’Inserzione video, che comprende il video singolo o un carosello di video o uno slide-show o un canvas video.

Il bello o il brutto, a seconda dei punti di vista, di questo posizionamento pubblicitario è che gli utenti o le aziende che producono o caricano video all’interno di Facebook non percepiranno, almeno per ora, nessun introito economico per le pubblicità che Facebook inserisce all’interno dei loro contenuti, a differenza del più famoso e leader del mercato Youtube, che permette agli utenti di monetizzare tramite i video caricati sul proprio canale inserendo annunci pubblicitari.

Conclusioni

La strategia messa in campo da Facebook è ormai chiara a tutti: monetizzare il più possibile dal più possibile! Ma, in questa sorta di sfida a distanza tra Facebook e Google, nel mercato dell’advertising online, uno strumento utile come è Google batterà sempre uno strumento futile come è Facebook, finché l’essere umano continuerà a utilizzare la propria testa per scegliere cosa, come e dove cercare ciò che gli interessa invece di attendere che un algoritmo gli mostri cosa gli potrebbe interessare.

© Mirko Maiorano

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