I tanto discussi Instant Articles introdotti da Facebook sono un bene o un male? Chi mi conosce sa che non esprimo opinioni o giudizi se prima non ho verificato con i numeri, ecco perché ho implementato alcuni strumenti per monitorarne i risultati che mi hanno aiutato a fare le mie scelte!

Cosa sono gli Instant Article di Facebook?

Sulla falsa riga del progetto AMP di Google, recentemente implementato anche da Linkedin, gli Instant Articles sono pagine web la cui consultazione avviene all’interno di Facebook attraverso un layout grafico alleggerito in modo da velocizzarne il caricamento. A differenza del progetto Amp (Accelerated Mobile Page) di Google, la cui unica finalità è quella di rendere la fruizione dei contenuti da parte degli utenti molto più rapida (evviva Google!), gli Instant Articles di Facebook sono considerati dai grandi editori un nuovo strumento che limita il traffico da Facebook verso l’esterno con lo scopo di massimizzare i profitti di quest’ultimo a discapito dei portali e siti editoriali (stanno neri!). Per alleggerire la pasticca, Facebook offre diverse funzionalità agli editori per monetizzare il traffico che generano attraverso gli Instant Articles, tra cui gli annunci pubblicitari di Facebook Ads e gli annunci pubblicitari di circuiti esterni a Facebook gestiti dall’editore, ma pare che non siano bastati a convincere il New York Times o Forbes nel proseguire con il loro uso.

Per il mio modo di vedere le cose non c’è chi ha ragione o chi ha torto, perché ogni opinione deve essere validata dai dati ed ecco perché voglio condividere con te tre consigli che possono aiutarti a capire se gli Instant Articles sono un bene o un male per il tuo business.

Primo suggerimento: monitorare i risultati

Molti non sanno che Facebook dà la facoltà di implementare un sistema di monitoraggio e analisi dei dati all’interno degli Instant Articles. Io ho scelto Google Analytics per raccogliere i dati da questo strumento e di seguito trovi una breve guida che può esserti utile.

Come inserire il codice di monitoraggio di Google Analytics all’interno degli Instant Article

Se hai un sito in WordPress ti consiglio di usare uno di questi due plug-in per sincronizzare i tuoi articoli con Facebook e sfruttare la funzionalità Instant Article: WordPress Instant Articles by allfacebook.de (testato personalmente e funziona abbastanza bene) o WP Native Articles (anche questo testato e approvato!). Invece, se usi una piattaforma di proprietà, chiedi al tuo sviluppatore di inserire il codice di monitoraggio di Analytics all’interno del tag <figure class=”op-tracker”></figure> come iframe nel layout degli Instant Articles.

Tornando a chi usa WordPress, all’interno di entrambi i plug-in consigliati trovi una sezione per poter inserire il codice di monitoraggio di Google Analytics. Su WP Native Articles si chiama “Analytics Code”, mentre su WordPress Instant Articles by allfacebook.de si chiama “Tracking & Analytics”.

Copiare e incollare il codice di monitoraggio, così come ti consiglia Google Analytics, ti permette di raccogliere i dati provenienti dalle visite ricevute dagli Instant Articles, ma con un piccolo problema, ovvero queste sessioni verranno codificate da Analytics come se fossero visite provenienti da Facebook senza possibilità di poter individuare quelle che riguardano le pagine sul tuo sito dagli Instant Articles. Ed ecco qui il mio primo consiglio che ti permette di effettuare questa distinzione.

Aggiungi le seguenti righe allo script di Google Analytics prima della riga “ga(‘send’, ‘pageview’);”:

  1. ga(‘set’, ‘campaignSource’, ‘Facebook Instant Article’);
  2. ga(‘set’, ‘campaignMedium’, ‘social’);

Screenshot d’esempio con WP Native Articles:

In questo modo stai chiedendo ad Analytics di codificare queste visite come provenienti dalla sorgente “Facebook Instant Article” in modo che potrai analizzarle separatamente dal resto delle visite provenienti da Facebook e capire quanto traffico sviluppano gli Instant Articles. Una figata, no? 🙂

Secondo suggerimento: inseriamo due Call To Action di Facebook

Altra funzionalità di cui molti sono all’oscuro! 🙂 Di recente Facebook ha introdotto la possibilità di inserire due call to action all’interno di tutti gli Instant Articles, si tratta del pulsante “Mi Piace” collegato alla pagina titolare del contenuto e di un modulo per iscriversi alla newsletter del titolare del contenuto precompilato con i dati dell’utente (editore).

Screenshot d’esempio:

 

Funzionano? Non funzionano? Provali, come ho fatto io e poi potrai rispondere alla domanda! Con me stanno funzionando… 😛

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Come inserire le CTA (call to action) negli Instant Articles

Premessa più che ovvia: per poter utilizzare le CTA, devi già utilizzare gli Instant Articles di Facebook! 😉

Nella tua Pagina di Facebook trovi il menù “Publishing Tools” (in Italiano penso sia ancora “Strumenti di pubblicazione”) e all’interno di questa sezione, nella colonna di sinistra, dovresti vedere una nuova voce “Call To Action Units” (questo in Italiano non so come è stato tradotto 🙂 ) in cui puoi attivare e configurare le due CTA.

Per quanto riguarda la CTA “Mi Piace” non c’è molto da configurare, basta cliccare sul tasto blu “Create Call-To-Action Unit”, selezionare la voce “Set up your Page likes call-to-action unit”, assegnare un nome a questa unità e confermare tramite il tasto “Create”. Da questo momento in poi su tutti gli articoli vecchi e nuovi, che hanno la funzionalità Instant Article, uscirà il simbolo di Facebook per mettere Mi Piace alla pagina.

Per quanto riguarda la CTA “Iscrizione alla Newsletter”, invece, l’implementazione richiede qualche passaggio in più, ma tutto molto semplice. Attraverso il tasto blu “+ Call-To-Action Unit”, seleziona la voce “Set up an email newsletter sign-up unit” e riempi i vari campi richiesti, ovvero:

  • nome dell’unità CTA per uso interno;
  • titolo (headline) che nel mio esempio sopra è “Ricevi gli aggiornamenti via e-mail”;
  • descrizione, ovvero un testo aggiuntivo che viene stampato sotto al titolo;
  • il testo di ringraziamento visualizzato dall’utente che si registra alla tua newsletter;
  • il link alla pagina del tuo sito in cui è contenuta la Privacy Policy;
  • i colori del testo e del background della unità (box);
  • l’opzione Header Unit ti fa scegliere se vuoi che, in qualche articolo, questo box venga visualizzato, oltre che nel corpo del messaggio, anche in alto sotto al titolo dell’articolo (vedi il mio screenshot sopra). Anche qui prova con o senza questa opzione e poi decidi.

Una volta create le due unità, queste verranno implementate da Facebook su tutti i tuoi Instant Articles, sia vecchi che nuovi, e potrai consultare i risultati accedendo alla sezione “Call To Action Units” all’interno del menù “Publishing Tools”.

N.B. 1: le email degli utenti che si registrano alla tua newsletter le devi scaricare e inserire nel tuo sistema di gestione della newsletter manualmente a meno che non usi le API di Facebook per la sincronizzazione oppure altri sistemi (a pagamento) come Zapier. Quest’ultimo ti permette di esportare automaticamente i contatti raccolti dai moduli di acquisizione di Facebook e importarli all’interno di piattaforme come MailChimp. Per saperne di più su questo tool clicca qui >> Zapier – Subscribe new Facebook Lead Ad leads to a MailChimp list

N.B. 2: oltre che una unità di iscrizione alla newsletter e una per mettere Mi Piace alla pagina, da pochissimo Facebook ha aggiunto anche una CTA per promuovere l’installazione della tua App Mobile. Per saperne di più clicca qui >> Facebook CTA Unit – App InstallsP

Terzo suggerimento: inseriamo una Call To Action che porta l’utente su una landing page esterna

Un ultimo metodo per capire se gli Instant Articles sono un bene o un male per il tuo business è quello di inserire una CTA alla fine del tuo articolo che rimanda a una landing page sul tuo sito. Grazie a questa call-to-action puoi controllare il traffico che proviene dalla sorgente Facebook tramite Google Analytics e combinare questo report con quello delle visualizzazioni dei tuoi Instant Articles tramite il metodo spiegato nel primo suggerimento. 🙂

Conclusioni

Ora hai tutti gli strumenti per capire e comprendere se gli Instant Articles sono un bene o un male per il tuo specifico business senza supposizioni, opinioni e consigli, quindi procedi con il tuo esperimento e fai la scelta migliore per te!

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