Wow, la mia pagina Facebook ha 10.000 fan, su Twitter o Instagram ho 50.000 follower, su LinkedIn ho 2.000 contatti!

Se voglio fare il brodo forse bastano, ma come faccio a capire se le mie community generano un valore per la mia attività? Come si calcola l’engagement rate?

SMTM = Social Metrics That Matter

Siamo imprenditori, facciamo business, abbiamo un mercato che desidera sincerità e trasparenza.

Non facciamo politica e non usiamo le vanity metrics, ovvero metriche superficiali utilizzate per nutrire l’ego di chi le mostra, per dare forza al proprio progetto evitando di scendere nei dettagli che contano, per buttare fumo negli occhi e che in realtà non dimostrano nessun valore importate con l’andamento reale dell’azienda (motivo del mio riferimento alla politica).

Utilizzare le metriche superficiali per monitorare l’andamento della tua attività, come il numero dei Mi Piace della pagina Facebook, danneggia fortemente la tua azienda, perché non ti permette di misurare quanto è realmente efficace la tua strategia marketing.

Le SMTM ti dicono con estrema precisione se stai sbagliando o no, se stai facendo le cose per bene, se devi migliorare o abbandonare alcune idee, se la tua barca sta andando nella direzione da te scelta e se hai raggiunto il tuo obiettivo di marketing.

Di SMTM ce ne sono tante e variano in base alla tipologia di obiettivo di marketing su cui stai lavorando.

Per esempio, se volessi aumentare l’awareness della mia azienda su Instagram o su Facebook, non mi soffermerei sul numero di follower del mio profilo, ma analizzerei anche il numero di cuoricini, le menzioni, i commenti che ricevo e il mio engagement rate.

Cos’è l’Engagement Rate?

Tra le tante SMTM, l’engagement rate è una delle metriche più trasversali e importanti da prendere in considerazione per svariati obiettivi di marketing.

È un valore espresso in forma percentuale che misura il grado di partecipazione della tua community con le tue attività sui social.

Come si calcola l’engagement rate?

Per calcolarlo puoi utilizzare una delle tante formule che trovi su internet, tra cui quella di SocialBaker, oppure questo tool gratuito: Likealyzer di Meltwater

Con il tempo e l’esperienza, mi sono creato una formula tutta mia. 

Queste sono le metriche con cui calcolo l’engagement rate e valuto i risultati delle attività sui social media:

A = Interazioni: reazioni su Facebook, cuoricini su Twitter e Instagram, pin su Pinterest, consiglia su LinkedIn o +1 su Google+;

B = Share: condivisioni su Facebook, LinkedIn e Google+ o retweet su Twitter;

C = Commenti: Facebook, Google+, LinkedIn e Instagram e risposte su Twitter;

D = Visite e visualizzazioni della pagina/profilo su Facebook, LinkedIn e Google+;

E = Copertura dei post o visualizzazione dei video;

F = Clic sui link o call to action;

G = Numero di post pubblicati;

H = Numero di fan, follower o seguaci.

La formula è la seguente: Engagement Rate (ER) = A + B + C + D + E + F / G / H * 100

Qualche esempio pratico

Vediamo un esempio con dati fittizi mensili di una pagina di Facebook, utilizzando la formula più comune e la mia.

Dati per l’esempio: (A) 221 reazioni sui post , (B) 23 condivisioni, (C) 10 commenti, (D) 232 visualizzazioni della pagina, (E) 14426 copertura dei post, (F) 0 clic sui link, (G) 23 post pubblicati, (H) 12000 fan.

Formula più conosciuta: A + B + C / H * 100, quindi 221 + 23 + 10 / 12000 fan * 100 = 2,06%

La formula usata da me: 5,40%

Usando la prima formula e sulla base dei dati statistici di benchmark, sopra il 2% la nostra attività sui social verrebbe valutata positivamente. Con la mia formula (più cattivella) occorre stare sopra al 9%.

Come puoi notare, applicando la mia formula all’esempio, c’è poco da festeggiare.

Perché?

Perché tengo in considerazione, oltre che una serie di altri valori di interazione, anche il numero di contenuti prodotti nel periodo temporale di analisi.

Infatti, se avessi ottenuto sulla mia pagina di Facebook gli stessi numeri con un solo post, allora avrei avuto un alto indice di coinvolgimento, mentre se li ottengo con 23 post, la cosa cambia, e di molto.

Conclusioni

Non esiste una formula migliore o una peggiore, ne tanto meno una perfetta per ogni caso e tipologia di business.

Credo che ogni professionista deve utilizzare quella che ritiene più opportuna per i suoi obiettivi, quella che lo aiuti a compiere le giuste scelte e a monitorare l’andamento della sua strategia di marketing.

© Mirko Maiorano

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