Ricordo che quando avevo 20 anni, l’azienda per cui lavoravo, mi mandava in giro per il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a installare in ogni comunità montana e municipio una doppia ISDN e un PC capace di far collegare simultaneamente tutti i delegati sparpagliati del Parco in video conferenza e fargli apporre una firma digitale a distanza attraverso una tavoletta grafica.

Non capivo niente di etica, di impatto ambientale della tecnologia e dell’effetto domino sulle generazioni future delle decisioni prese da aziende che hanno come unico scopo quello di accumulare denaro.
Per me era solo uno spreco di risorse pubbliche incredibile, ma una bellissima occasione per girare con il mio Fiat Fiorino posti incantevoli, ben stipendiato.

Mi sbagliavo alla grande. Un progetto di quella portata riusciva ad abbattere i costi degli spostamenti logistici di tutti i delegati per partecipare a riunioni e assemblee, riducendo così anche l’inquinamento di oltre 60 automobili. Oltre ad ottimizzare i tempi decisionali del consiglio.

Oggi iniziative come quelle – parliamo del lontano 1998 o forse 1999 – sono all’ordine del giorno. La firma digitale sta piano piano allargando i suoi confini burocratici e ormai in video conferenza si prendono delle decisioni ben più importanti e impattanti a livello globale di quelle di un parco nazionale di una regione italiana – con tutto il rispetto per il bellissimo e fondamentale lavoro dei Parchi Nazionali!

Non so chi ci fosse dietro quel progetto e se le reali intenzioni fossero veramente così etiche e ambientalistiche, ma vorrei tanto che chi oggi è seduto sulle sedie che contano nelle principali società tecnologiche a livello mondiale ragionasse nello stesso modo quando bisogna prendere delle decisioni sui prodotti da sviluppare. Favorire l’evoluzione digitale, ma salvaguardando l’ambiente e rispettando un codice etico.

Ultimamente, proprio per il grande interesse che nutro per l’argomento, ho letto il libro di Francesca Rossi, Global Leader di AI Ethics per IBM, una delle grandi aziende all’avanguardia nell’AI.
Il Libro “Il confine del futuro. Possiamo fidarci dell’intelligenza artificiale?” affronta proprio la relazione tra AI ed etica, e tutto ciò che ne consegue. L’AI è già tra noi, basta pensare all’uso che facciamo del navigatore satellitare, o a come la realtà virtuale e aumentata si siano pian piano diffuse nella società moderna. L’AI è sempre in divenire, in continua crescita, ma la vera sfida è: fin dove possiamo spingerci? Cosa siamo disposti ad accettare in nome del progresso?

Ognuno di noi deve capire quali e quante possibilità offerte dall’AI vuole inserire e utilizzare nella propria vita, nella propria quotidianità, tenendo però sempre a mente quali sono i suoi principi etici e valori morali imprescindibili, perché questa tecnologia ha un impatto non solo sulla vita del singolo ma su quella dell’intera società, dell’intero pianeta.

Noi di 20tab abbiamo deciso di inserire l’etica già a partire dalla nostra Purpose, dalla nostra Vision, e ci impegniamo tutti i giorni a realizzare e divulgare prodotti digitali che abbiano un impatto positivo sugli utenti, sul business ma soprattutto sulla comunità.

Per 20tab è fondamentale avere un approccio di Product Management che rispetti i principi universali etici, morali e ambientali.

E tu come stai affrontando questo tema? Raggiungimi su LinkedIn e fammelo sapere.

© Mirko Maiorano

Ti è piaciuto il contenuto?

Condividilo con un amico a cui potrebbe interessare.
Inoltre, se non vuoi perderti i miei prossimi articoli, attività, corsi e workshop, iscriviti alla mia newsletter: clicca qui!

Social Touchpoint

Sui social mi trovi qui:
LinkedIn
Twitter

Vuoi parlarmi o incontrarmi? Scopri come farlo visitando la pagina Contattami

Quanto ti è piaciuto questo articolo?

Clicca su una stella e vota

La media dei voti: 5 / 5. Numero di voti: 1

Ancora nessun voto. Inizia tu!

Per altri contenuti di valore

seguimi su LinkedIn

Mi spiace che non sia stato utile

Aiutami a migliorarlo

Cosa manca o modificheresti?