La User Flow Analysis, o per rimanere “local”, l’analisi dei percorsi degli utenti è un’attività fondamentale per tre motivi: scoprire cose che non sapevi; validare con i dati quelle che erano solo delle assunzioni; ottimizzare l’esperienza degli utenti.

Cos’è una User Flow Analysis?

Che strada hai fatto per arrivare qui? Sei passato dalla home page? Hai letto un altro articolo e poi hai scoperto questo? Quali pagine hai aperto prima e dopo questo articolo?

Queste sono solo alcune delle domande a cui un’analisi dei percorsi ci può aiutare a dare risposta.

È l’analisi dei percorsi che compie l’utente all’interno del tuo prodotto, sia esso un’app mobile, un e-commerce o un semplice sito come questo che stai visitando.

Come si esegue una User Flow Analysis?

La risposta più semplice e alla portata di tutti è: Google Analytics!

Quella più complessa e da veri amanti dei dati: Mixpanel, Metrika, HotJar, Clarity, etc.

Ma partiamo da Google Analytics.

Se stai utilizzando la “vecchia versione” trovi il report “Flusso di comportamento” all’interno della sezione Comportamento. Tramite questo report è possibile analizzare i percorsi degli utenti scegliendo una dimensione (pagina di destinazione, sorgente di traffico, città, campagna, tipologia di dispositivo, etc.) di partenza ed evidenziando o filtrando solo alcuni percorsi o pagine specifiche visitate.

Se stai utilizzando GA4, trovi il report “Analisi dei percorsi” dentro la sezione Analisi. Anche qui il numero di scelte e configurazioni che puoi selezionare ti permettono di eseguire questa analisi in maniera abbastanza approfondita.

Vuoi qualcosa di più? Prova ad utilizzare Yandex Metrika o Microsoft Clarity perché questi tool (gratuiti) ti permettono di analizzare i percorsi, ma anche le click map – cosa cliccano gli utenti all’interno di una pagina – e le heatmap – dove cliccano maggiormente gli utenti – , ma, soprattutto, ti permettono di visionare le sessioni registrate degli utenti.

Perché eseguire una User Flow Analysis?

Scoprire cose che non sapevi

Se si smette di scoprire cose nuove, si smette di crescere. Se si smette di crescere, si muore! (cit. me medesimo 🙂 )

Purtroppo è una dura e spietata verità. Se smetti di farti domande e cercare di scoprire cose nuove che riguardano il tuo prodotto, i tuoi utenti, il tuo mercato, i tuoi competitor, etc. significa che ti sei “rilassato” e questo va a favore dei tuoi concorrenti che possono superarti e distaccarti.

Scoprire quali sono i percorsi che compiono gli utenti, fidati di me, ti apre un mondo di conoscenze che non puoi neanche immaginare.

Validare con i dati quelle che erano solo delle assunzioni

Tu e il tuo team avete deciso di inserire CTA, pulsanti, link, schermate di onboarding, una particolare mappa di categorie e altri elementi di navigazione sulla base di numerose analisi e valutazioni – almeno così mi auguro e spero.

Ma nulla è più vero dell’analisi di ciò che è stato! Ecco perché, nonostante le scelte fatte siano state prese a seguito di un processo data-driven, non bisogna smettere di raccogliere dati che possano smentirle o confermarle.

Un mio vecchio collega ai tempi in cui sviluppavo mi ripeteva sempre: “anche se la guida tecnica ti dice di fare una cosa in un determinato modo, tu prima testala e poi se va tutto bene, la inserisci in produzione”.

Ottimizzare l’esperienza degli utenti

Pensi di offrire la migliore esperienza possibile ai tuoi utenti? Ne sei sicuro? Ma sicuro sicuro sicuro? Tipo che ti giocheresti la casa? Ecco!

Tramite questa analisi è possibile eseguire un miglioramento costante dell’usabilità e dell’esperienza offerta agli utenti. E questo è uno dei metodi più forti per mantenerli attaccati, anzi appiccicati, a te.

Quindi, analizza e ottimizza.

Walkie-cup

Eccoti cinque suggerimenti con cui riempire la tua “walkie-cup” dopo aver completato la lettura di questo articolo:

  1. Occhio alle configurazioni di questi tool, compreso Google Analytics, perché incidono sulla privacy e cookie policy del sito.
  2. Esegui questa analisi filtrando gli utenti per canale di acquisizione per poi confrontare i vari risultati. Quasi sicuramente chi ti scopre tramite un annuncio di Google Ads si comporterà in maniera diversa da chi accede tramite il canale direct perché già ti conosce.
  3. Esegui questa analisi filtrando gli utenti per tipologia: nuovi vs di ritorno. Vale lo stesso discorso dei canali di acquisizione. L’utente alla prima visita compirà dei percorsi differenti da chi sa già dove andare. E se così non fosse, molto probabilmente la strada che fai fare agli utenti non facilmente memorizzabile e devi ottimizzarla.
  4. Fai A/B test come se non ci fosse un domani! L’analisi deve portarti a rispondere alle domande che ho scritto all’inizio di questo articolo, ma soprattutto a farti fare ulteriori domande con cui ideare esperimenti e assunzioni da validare.
  5. Questa analisi va fatta a cicli costanti, altrimenti non ha senso. Gli utenti di gennaio si comportano come quelli di settembre? Forse sì, forse no. Controllalo e poi compi delle scelte. Chi ha mai detto che il percorso di un sito o un’app deve essere sempre uguale tutto l’anno? 😀

Grazie per essere arrivato fin qui!

A presto,

Mirko

© Mirko Maiorano

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