Dopo anni passati a chiederci cosa facesse il growth hacker, che competenze dovesse avere, che ruoli e responsabilità gli venissero assegnate all’interno di un’organizzazione, ecco che questa figura evolve verso un profilo più chiaro e ancor più strategico nelle aziende tecnologiche: il Growth Product Manager.

Chi è il Growth Product Manager?

Se la crescita fosse una maratona, con un traguardo che si sposta in avanti ogni volta che stai per raggiungerlo, il Growth Product Manager sarebbe il coach che ti prepara fisicamente, che ti supporta psicologicamente, che riesce a individuare in modo analitico e sistematico le tue migliori doti fisiche e psicologiche, che riesce ad incrementarle giorno dopo giorno in modo empirico, che studia ogni singolo centimetro della pista in cui correrai e che ha un unico obiettivo: farti avvicinare al prossimo traguardo nel minor tempo possibile e con il minor dispendio di risorse.

In un’azienda è una figura strategica che si colloca a cavallo tra il dipartimento di sviluppo, quello di marketing e quello commerciale – quest’ultimo solo nelle aziende che separano ancora le due aree – con un solo e unico obiettivo: aumentare i profitti.

Come?

Analizzando il mercato, i bisogni dei consumatori, il comportamento dei clienti con il prodotto, le risorse disponibili e quelle necessarie, le competenze del team e la fattibilità degli obiettivi. Per poi ipotizzare diversi scenari e assunzioni, da validare e testare attraverso un processo di sperimentazione rapida, che comprende attività di marketing, di sviluppo del prodotto, ma anche di business development, finanziarie e di HR.

Il tutto puntando a migliorare una metrica alla volta, ma tutte strettamente correlate a una ancor più importante, capace di guidare la crescita dell’intera azienda: la North Star Metric.

In poche parole, è colui che utilizza un approccio data-driven per generare opportunità di crescita dell’azienda e per diminuire gli ostacoli che la possono rallentare.

Differenza tra Product Manager e Growth Product Manager

Anche se possono sembrare simili, le due figure sono molto diverse tra loro, sia come responsabilità che obiettivi.

Iniziamo dal product manager che:

  • gestisce lo sviluppo e il miglioramento continuo di un prodotto, sulla base dei feedback degli utilizzatori e delle risorse a sua disposizione;
  • guida l’evoluzione del prodotto, al fine di mantenere nel tempo il Product/Market Fit attraverso una costante analisi dei dati;
  • ha come principale obiettivo la soddisfazione degli utilizzatori del prodotto;
  • utilizza principalmente metriche legate al prodotto per prendere le decisioni.

Mentre il growth product manager:

  • gestisce la crescita di un’azienda che genera i suoi profitti attraverso la commercializzazione di uno o più prodotti, per lo più digitali;
  • facilita l’individuazione e la comprensione della proposta di valore dei vari prodotti da parte degli utilizzatori;
  • individua e ottimizza i vari modelli di business, sulla base di un processo decisionale data-driven;
  • riduce i problemi e le difficoltà che mettono a rischio la crescita dell’azienda;
  • sperimenta nuovi scenari, non per forza legati al prodotto esistente;
  • ha un unico obiettivo: generare più profitto nel minor tempo possibile, riducendo al minimo lo spreco di risorse;
  • utilizza principalmente metriche legate al business per prendere le decisioni.

Anche qui, se vogliamo riassumere in una sola frase, possiamo dire che:

il product manager fa sì che gli utenti siano sempre più felici di utilizzare il prodotto, mentre è il growth product manager a far sì che, nel minor tempo possibile, sempre più utenti siano felici di utilizzare i prodotti dell’azienda.

Ruoli e responsabilità

Ora che è più chiaro che si tratta di una figura trasversale di alto livello, analizziamo nel dettaglio quali sono le sue responsabilità e quale posizione ricopre nelle attività strategiche dell’azienda.

Partiamo proprio dai ruoli andando ad elencare chi NON è:

  1. non è il responsabile marketing dell’azienda, ma con lui/lei pianifica e programma le migliori strategie da mettere in campo per raggiungere la crescita, sulla base dei risultati di un processo di sperimentazione ciclico.
  2. Non è il responsabile commerciale, ma con lui/lei sperimenta tattiche di vendita sulla base delle analisi effettuate sul mercato, sui competitor e sui feedback dei clienti.
  3. Non è il responsabile tecnico, ma con lui/lei scambia costantemente informazioni basate sui risultati ottenuti dagli esperimenti e dalle varie analisi, in modo da allineare la roadmap dei prodotti alle esigenze di crescita dell’azienda.

Quindi, il Growth Product Manager è un hub che mette in comunicazione sinergica i vari reparti strategici dell’azienda, mantenendo una visione dall’alto, facilitando la sperimentazione e un approccio data-driven.

Da qui derivano le sue responsabilità:

  1. far arrivare le informazioni giuste al momento giusto alle persone giuste, cosicché possano prendere delle decisioni data-driven nei loro ambiti;
  2. alimentare la consapevolezza sul mercato, sulle esigenze e sul comportamento degli utenti, sui canali di marketing e sui competitor;
  3. analizzare e individuare tutto ciò che può minacciare la crescita;
  4. suggerire e consigliare strategie e tattiche al management aziendale, supportate da dati;
  5. individuare le metriche importanti legate ai prodotti, da cui dipende la crescita dell’azienda;
  6. facilitare e promuovere un processo sperimentale di crescita, che coinvolga marketing e prodotto;
  7. partecipare attivamente al processo sperimentale di crescita.

Oltre queste responsabilità, il Growth Product Manager partecipa alle riunioni strategiche di tutti i product team con il compito di portare la sua visione d’insieme, fare le domande giuste e fornire i dati necessari al processo decisionale.

Hard e soft skill del Growth Product Manager

Ok, fin qui abbiamo visto chi è, cosa fa, come lo fa. Ma ora parliamo delle capacità tecniche, strategiche, comunicative e organizzative che deve avere per poter svolgere le sue attività e ricoprire il suo ruolo nel migliore dei modi.

Iniziamo dalle soft skill, le più complesse da acquisire, perché le caratteristiche caratteriali sono difficili, se non a volte impossibili, da migliorare / modificare.

Il Growth Product Manager deve necessariamente avere:

  • una innata capacità di leadership
  • un’ottima dote comunicativa
  • un’apprezzabile attitudine alla sintesi
  • una naturale propensione al lavoro di squadra e alla delega
  • una mentalità data-driven
  • il coraggio di oltrepassare quotidianamente la sua zona di comfort
  • creatività e immaginazione
  • concretezza e problem-solving
  • umiltà, perseveranza, resilienza e costanza
  • i super poteri per poter contrastare ogni giorno la procrastinazione.

Immaginando di stare a giocare al vecchio “Indovina chi”, solo con questa lista abbiamo abbassato il 70% delle tessere, per essere ottimisti. 🙂

Ora completiamo il lavoro andando ad elencare le hard skill, ovvero le seguenti competenze tecniche:

  • analisi di dati qualitativi e quantitativi legati al business e ai prodotti
  • tecniche e tattiche di Marketing, con particolare focus sul Digital Marketing
  • tecniche e tattiche di vendita
  • principi e metodologie di sviluppo più importanti
  • business model design
  • sperimentazione rapida
  • analisi e ricerca di mercato
  • basi del project management
  • basi del product management
  • metodologia Agile Development
  • metodologia Lean Manufacturing, con particolare focus su Lean Startup.

Che dici, saranno rimaste alcune tessere alzate nel nostro tabellone di “Indovina chi”? Secondo me, una o due.

Questo è il motivo per cui questa figura professionale viene pagata a peso d’oro. Infatti, a parte il numero di competenze che deve avere e l’importanza strategica delle sue funzioni, le attività che svolge quotidianamente lo portano ad acquisire nuove informazioni e ad arricchire la sua consapevolezza, rendendolo così un manager quasi insostituibile, almeno fino a quando il suo operato genera valore e crescita.

Walkie-cup

Non si nasce Growth Product Manager, ma ci si diventa studiando e lavorando ogni giorno, con tanta passione, dedizione e perseveranza.

Credi di essere già un Growth Product Manager qualificato? Prova questo semplice test – senza barare – ideato da Sean Ellis e Oleg Yakubenkov per valutare quanto sei pronto a gestire la crescita di un prodotto digitale, ovvero una delle attività che interessano il Growth Product Manager: https://gopractice.io/sat

Il mio consiglio finale?

Se sei a capo di una startup o una microimpresa, fai ricoprire questo ruolo al CEO, almeno finché non avrai le risorse finanziare per poter assumere un growth product manager esperto. In fin dei conti, qual è la figura aziendale a cui dovrebbe stare più a cuore la crescita dell’azienda se non l’amministratore? E, inoltre, a chi può giovare di più un ruolo che permette di acquisire consapevolezza giorno dopo giorno se non a chi la guida?

Se sei una PMI e hai un già un responsabile marketing o di prodotto, in linea con le skill che abbiamo visto, offrigli questo ruolo e finanzia la sua formazione per colmare le competenze tecniche necessarie. Così otterrai un vantaggio strategico e operativo dalla sua esperienza e ridurrai i tempi di “onboarding”.

Se sei un’azienda che sviluppa prodotti digitali che non ha queste risorse al suo interno, ma ha budget a sufficienza per un servizio consulenziale specialistico in outsourcing, visita la pagina contattami.

A presto

Mirko

© Mirko Maiorano

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