La quarta puntata della mia rubrica di interviste a vari professionisti e imprenditori Italiani – che ritengo degni di nota – è con Jacopo Mele: Digital Life Coach, Presidente della Fondazione Homo Ex Machina e nominato da Forbes tra i 30 under30 più influenti in Europa.

Jacopo è un ragazzo speciale, un visionario, una persona che vorresti sempre avere al tuo fianco nelle fasi decisionali.

Mi è bastata un’ora a casa sua a Milano, chiacchierando del presente e del futuro della formazione e del mondo digitale, per capire che è un predestinato.

Ecco perché l’ho scelto per la mia rubrica, non potevo farmi scappare l’occasione di intervistarlo prima che diventi un top manager pieno di impegni e inavvicinabile! 😉

L’intervista a Jacopo Mele

Mirko: “Ciao Jacopo, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista. L’ultima volta che ci siamo sentiti abbiamo spaziato tra mille argomenti, dalla politica alla tecnologia, dall’istruzione e al marketing.

Oggi voglio scoprire qualcosa di più su di te come persona e come professionista.

Le domande saranno più o meno le stesse che ho rivolto agli altri professionisti che ti hanno preceduto.

Quindi, come prima domanda, anche a te vorrei chiederti quale ritieni sia il tuo principale punto di forza professionale, la qualità che ti distingue sul mercato?

Jacopo: “Ciao Mirko, per rispondere a questa domanda dammi il tempo di chiedere a sette persone che lavorano con me qual è la loro opinione.

Ecco, loro mi riconoscono una grande capacità di connettere puntini lontanissimi, utile nella risoluzione di problemi complessi, data dalla curiosità nel presidiare nuove frontiere, unita alla capacità relazionale.

Questo mi permette di fare delle imprevedibili sintesi.

Preferisco che siano gli altri a descrivere i miei punti di forza e nelle loro risposte mi trovano d’accordo.”

Mirko: “Sono d’accordo anche io Jacopo. L’ultima volta sei riuscito a descrivermi la tua visione futuristica dell’istruzione in meno di 5 minuti! 🙂

Bene, passiamo alla seconda domanda: cosa o chi ha contribuito in modo significativo al tuo percorso professionale?

Jacopo: “La libertà, quella data dai miei fratelli e dai miei genitori, che mi hanno esposto al mondo, facendomi sperimentare senza mai limitare la mia possibilità di ottenere un risultato diverso dal previsto.

I miei fratelli mi hanno consentito di lavorare in squadra fin dalla nascita, mi raccontavano le storie delle loro scoperte.

Mio fratello Mario mi metteva a nanna quando avevo cinque anni leggendomi Zichichi.

Nel tempo ho avuto la fortuna di incontrare tanti maestri dal mio barbiere Morfuco, allo street artist Satoboy, al pioniere Alex Giordano e tutti i professionisti con cui nel tempo siamo diventati partner.”

Mirko: “Sicuramente avere il giusto contesto dove poter crescere e sperimentare, facilità molto l’andamento positivo del percorso, ma dall’altra parte credo che occorre saper sfruttare a proprio vantaggio le varie occasioni della vita. E tu lo hai fatto benissimo finora.

Passiamo a qualcosa di più tecnico/strategico. Se oggi dovessi ripartire da zero, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

Jacopo: “Chiederei un consiglio.”

Mirko: “Secco e conciso. E come darti torto, visto che entrambi ci occupiamo di crescita e strategie.

Passiamo alla prossima domanda che è conseguente alla precedente: se potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti del tuo percorso professionale?

Jacopo: “Nulla, rifarei tutto ciò che ho fatto nel modo in cui l’ho fatto.”

Mirko: “Non sei il primo che ha risposto così a questa domanda. Non so, forse neanche io cambierei nulla o al massimo cercherei di commettere qualche errore in più per apprendere qualche cosa in più.

Una cosa è sicura, oggi siamo il risultato del nostro ieri, quindi se ti piace come sei oggi, Jacopo, fai bene a non voler cambiare nulla.

Passiamo a un’altra domanda, che aggettivo useresti per descriverti al meglio? E perché?

Jacopo: “Credo che sia l’empatia ciò che mi definisce.

Entro in sintonia con le persone che incontro perché sono incuriosito dalle loro idee e mi domando sempre che contributo posso dare.”

Mirko: “L’empatia, un argomento toccato anche durante l’intervista al nostro amico Raffaele Gaito.

Oggi è fondamentale l’empatia, sia nel mondo del business che nei rapporti personali.

Io non posso che confermare quello che hai appena detto: entri subito in sintonia con le persone.

Passiamo a una domanda che mi diverte fare: oggi ricevi 10.000 euro da investire sul tuo personal branding. Su quale canale digitale o tradizionale l’investi?

Jacopo: “Non userei nessun canale digitale o tradizionale.

Userei 10.000 euro per viaggiare e andare ad incontrare persone che mi incuriosiscono, senza un motivo preciso, in giro per il mondo.”

Mirko: “Mi aspettavo una risposta fuori dagli schemi da te. 🙂

Bene, passiamo ad argomenti più tecnici.

Qual è, oggi, la più grande minaccia professionale per chi si occupa di marketing?

Jacopo: “Chi si occupa di consulenza strategica parla spesso di disruption nei mercati, spesso dimenticando che la disruption nel mercato della consulenza è avvenuta e sta avvenendo.

La più grande minaccia è non essere in grado di reclutare la giusta squadra.”

Mirko: “AMEN!

È la terza volta, se non ricordo male, che commento così la risposta a questa domanda.

Il team, o la squadra, come l’hai definita tu, è sicuramente difficile da selezionare, ma per esperienza personale, è ancor più difficile da mantenere coesa e focalizzata sull’obiettivo.

Passiamo a una domanda che mi è stata fatta da un collega un po’ di anni fa e che amo fare a mia volta.

Ricevi l’annuncio di chiusura da parte di tutti i servizi digitali che di solito utilizzi (tool, blog di terze parti, piattaforme, web apps, social network, etc.). Hai a disposizione un solo salvataggio. Cosa scegli e perché?

Jacopo: “Salverei l’e-mail, perché sono mail centrico.”

Mirko: “Gran bella cosa l’e-mail e speriamo che non dovremmo rimpiangerle presto, visto che oramai anche le comunicazioni lavorative si stanno trasferendo su servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp!

C’è qualcosa che proprio non ti piace del mondo digitale? Se sì, cosa?

Jacopo: “La definizione di mondo digitale, quando poi il digitale non esiste…”

Mirko: “Vero!

Qual è stata, secondo te, l’innovazione che ha contribuito più significativamente all’evoluzione del digitale lasciando fuori quelle più scontate come i computer, gli smartphone e internet?

Jacopo: “Il copia-incolla. Pensa al mondo senza copia-incolla?!
Ma anche l’integrazione dei servizi, il lavorare con API.”

Mirko: “Ahahahah! Hai ragione Jacopo, il copia-incolla è stata una svolta!

Pensa cosa avrebbero fatto tutti quei fantomatici professionisti fuffaioli senza il copia e incolla! 🙂

Ora ti vorrei fare una domanda sulla tua materia professionale.

Durante il nostro ultimo incontro abbiamo parlato di quanto sia un bene per tutti formare, informare e creare consapevolezza sull’innovazione in Italia.

Oggi come vedi la situazione rispetto a quando hai iniziato a trattare questo argomento?

Jacopo: “Trovo che negli ultimi 10 anni sia aumentata drasticamente la consapevolezza.

Ogni anno ci sono opportunità per il nostro ecosistema che fino a 12 mesi prima erano inimmaginabili.

Nel 2016 presentavo alla London Business School una ricerca su cosa voleva dire fare startup in tre luoghi del mondo.

In Italia vuol dire fare aziende con soldi a fondo perduto, in Inghilterra vuol dire fare un’azienda tecnologica ed in Cile significa fare azienda con metodologie Agile.

Il modello che apprezzo di più è quello cileno, il mio auguro è che andremo sempre di più in quella direzione.”

Mirko: “Non posso che essere d’accordo con te, occupandomi insieme ai miei soci di metodologie Lean e Agile con l’azienda 20tab S.r.l. e avendo fondato insieme a loro e ad altri amici e colleghi, due community su questi argomenti: Lean Startup Lab a Pescara e #StopCoding a Roma.

L’ultima domanda riguarda sia la sfera personale che professionale.

Molte volte sono stato tradito dalla fiducia che avevo riposto nelle persone, soprattutto colleghi.

In base alle tue esperienze, ci può essere un rapporto sincero tra due professionisti che si occupano della stessa materia? Se sì, quale consiglio ti senti di dare?”

Jacopo: “Credo che per esserci fiducia sia determinante il rispetto e per esserci rispetto e fiducia bisogna esporsi all’altro senza alcun limite, condividendo le proprie vulnerabilità, volando insieme.

Solo così trarrai il meglio delle persone con cui collabori.

Molte persone criticano il mio approccio, ma credo che dando il massimo hai un duplice vantaggio: uno, capisci il prima possibile chi è realmente la persona con cui stai condividendo il viaggio; due, hai l’opportunità di cogliere fin dal primo giorno il massimo da quella relazione sincera di fiducia e rispetto.

Invece, invertendo la piramide dando un po’ di fiducia, piano piano, trovo che sia un metodo che può giocare grandi delusioni.”

Mirko: “Grazie mille per le tue risposte Jacopo, è stato davvero costruttivo, formativo, divertente e un onore per me poterti intervistare.

Ti auguro di raggiungere ogni tuo traguardo perché questo vorrà dire che il mondo sarà diventato migliore!”

A presto,

Mirko.

© Mirko Maiorano

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