La settima puntata della mia rubrica di interviste a vari professionisti e imprenditori italiani – che ritengo degni di nota – è con Luca Mastella: formatore, speaker, consulente di marketing digitale e fondatore di Learnn.

Intervistare Luca è stato costruttivo, ma anche un’impresa assai ardua.

Far combaciare le sue mille attività – sono convinto che durante le varie esperienze all’estero abbia anche partecipato a qualche sperimentazione sulla clonazione e ora ci sono più Mastella in giro per il globo – e i miei impegni lavorativi e personali – nel frattempo sono diventato papà – è risultato più difficile della risoluzione della crisi dei missili di Cuba del 1962. 🙂

Ma la mia perseveranza alla fine è stata premiata ed è venuta fuori una bella intervista.

L’intervista a Luca Mastella

Mirko: “Ciao Luca, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista e di aver trovato del tempo da dedicarmi, visti i tuoi infiniti impegni.

Ti seguo con molto piacere fin dai tempi di Marketers e dopo la nostra chiacchierata a Roma post evento della community “Stopcoding by 20tab“, ho scelto di inserirti nella mia rubrica di interviste.”

Luca: “Ciao Mirko e grazie per questa intervista. Di solito mi piace rilasciare interviste video o podcast, ma ogni tanto un po’ di “vecchia scuola” non guasta mai.”

Mirko: “Bene, iniziamo! Le domande saranno più o meno le stesse che ho rivolto agli altri professionisti che ti hanno preceduto, questo perché desidero offrire ai miei lettori un confronto tra i diversi approcci e mentalità degli intervistati.

Quindi, come prima domanda, vorrei chiederti quale ritieni sia il tuo principale punto di forza professionale, la qualità che ti distingue sul mercato?

Luca: “Sono un practitioner e amo il processo. Non mi spaventa lavorare tanto è sbagliare in quanto il mio focus è l’apprendimento, non il successo.”

Mirko: “Confermo che è quello che traspare dalle tue attività ed è anche una delle mie caratteristiche.

C’è un famoso proverbio siciliano che uso spesso che dice “Cu mancia fa muddichi.“, ovvero chi mangia fa molliche.

Chi fa tanto ha un maggior rischio di errare, ma sbagliando – e studiando – si migliora. Quindi chi fa poco ha meno possibilità di crescere e progredire.

Bene, passiamo alla seconda domanda: cosa o chi ha contribuito in modo significativo al tuo percorso professionale?

Luca: “Ha contribuito tanto avere sempre un obiettivo non statico ma dinamico.

Più mi avvicinavo all’obiettivo più questo si spostava in avanti.”

Mirko: “Passiamo a qualcosa di più tecnico/strategico. Se oggi dovessi ripartire da zero, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

Luca: “Sono ripartito da zero tre mesi fa e ho creato un progetto che mi terrà occupato per i prossimi 10 anni: Learnn

Ho detto progetto invece che business perché in questo progetto ho inserito prima delle mie competenze i miei valori.

Learnn è un ecosistema per chi ha voglia di migliorare o acquisire le competenze trasversali e verticali indispensabili per stare al passo con l’evoluzione digitale in atto.”

Mirko: “Ottima notizia Luca e in bocca al lupo per questo tuo progetto. Passiamo alla prossima domanda, se potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti del tuo percorso professionale?

Luca: “Se il mio obiettivo fosse quello di arrivare dono sono oggi, non cambierei niente.”

Mirko: “Che aggettivo useresti per descriverti al meglio? E perché?

Luca: “Sono nato il 4 aprile del 1989. Sono un ariete che se ha un muro davanti e sa come superarlo lo prende a testate solo per il gusto di prendere la strada più difficile.

Non lo dico tanto per dire, è quello che ho fatto nel mio ultimo progetto.

La cosa più importante è sapere quali sono i propri difetti e renderli utili invece che negativi.”

Mirko: “Oggi ricevi 10.000 euro da investire sul tuo personal branding. Su quale canale digitale o tradizionale l’investi?

Luca: “È una domanda molto difficile.

Dipende sempre da cosa voglio ottenere dal mio personal brand e a chi voglio parlare.

Personalmente ho sempre visto i social come un modo per veicolare un messaggio a chi mi conosce per quello che faccio, non un modo per farmi conoscere con quello che dico.

Quindi credo che investirei 10.000 euro sul mio progetto e lascerei che sia lui a farmi conoscere indirettamente.”

Mirko: “Del tipo è nato prima il personaggio e poi il brand? Oppure il contrario?

Secondo me è quasi sempre il business che crea la notorietà dei vari personaggi: Bill Gates senza Microsoft non credo che avrebbe avuto la stessa notorietà di adesso, idem Steve Jobs, Branson, Musk, etc.

Qual è, oggi, la più grande minaccia professionale per chi si occupa di marketing?

Luca: “La minaccia di tutti: le automazioni.

A parte questo non ne vedo altre. Non penso a nessun professionista come un competitor.

Siamo nella corsa all’oro del digitale, la domanda di competenze digitali supera nettamente l’offerta.”

Mirko: “Passiamo a una domanda che mi è stata fatta da un collega un po’ di anni fa e che amo fare a mia volta.

Ricevi l’annuncio di chiusura da parte di tutti i servizi digitali che di solito utilizzi (tool, blog di terze parti, piattaforme, web apps, social network, etc.). Hai a disposizione un solo salvataggio. Cosa scegli e perché?

Luca: “Kindle. I libri sono la via per il sapere.”

Mirko: “C’è qualcosa che proprio non ti piace del mondo digitale? Se sì, cosa?

Luca: “Come ogni cosa ci sono lati positivi e negativi.

Il mondo digitale ha reso accessibile tutto, sia le informazioni che l’intrattenimento.

Penso che al giorno d’oggi utilizziamo così tanto l’intrattenimento passivo da averci fatto smettere completamente di pensare e di ascoltare la nostra voce interiore.”

Mirko: “Qual è stata, secondo te, l’innovazione che ha contribuito più significativamente all’evoluzione del digitale lasciando fuori quelle più scontate come i computer, gli smartphone e internet?

Luca: “Facebook è stato il primo social dove le persone hanno scritto il loro nome e cognome. Questo ha cambiato tutto.

Ha dato per la prima volta una faccia reale a un username digitale.”

Mirko: “La parola Growth fa parte del tuo DNA, anche fisicamente da quello che vedo 😊.

Parlando di Growth e Business, oggi come vedi la situazione rispetto a quando hai iniziato a trattare questi argomenti?

Luca: “Sicuramente c’è molta più consapevolezza grazie ai tanti divulgatori che ci sono sul web.

Al tempo stesso vedo proprio questo un enorme problem: tutti pensano di sapere cosa sia una cosa, ma effettivamente nessuno lo sa nel concreto.

Ognuno ha la sua idea di cosa sia il growth hacking, ma quasi nessuno l’ha mai fatto, molto spesso anche gli stessi divulgatori che ne parlano.

Diventa quindi un passa parola estremamente dannoso, dove si finisce con un mercato confuso e chi si affida alla persona sbagliata, finisce con dare la colpa alla metodologia e non a chi la usa.”

Mirko: “Amen Luca! Sono super d’accordo con te. Quanto vorrei che le persone parlassero meno di aria fritta e più di fatti concreti con casi studio, esempio e dati.

Prima di concludere, vorrei farti una domanda che spesso mi viene rivolta dagli studenti delle scuole e università.

Qual è il ruolo professionale più richiesto sul mercato, oltre naturalmente agli sviluppatori, per chi vuole lavorare nel digitale e quale consiglio pratico ti senti di dare a chi vuole specializzarsi in questo ruolo?”

Luca: “Non sei tu a scegliere il percorso, è il percorso a scegliere te.

Mettiti a FARE il prima possibile, saranno i problemi che hai voglia di risolvere a mostrarti cosa vuoi fare e cosa è richiesto sul mercato.

Non preoccuparti di quale ruolo è maggiormente ricercato o più pagato.

Se diventi il migliore in quello che fai verrai comunque pagato tantissimo, ma non puoi diventare il migliore di qualcosa che non ti piace fare.”

Mirko: “Un’ultimissima domanda a chiusura di questa intervista.

In base alle tue esperienze, ci può essere un rapporto sincero tra due professionisti che si occupano della stessa materia? Se sì, quale consiglio ti senti di dare?”

Luca: “Le uniche persone di cui mi fido sono quelle che condividono i miei valori e per trovarle devo però sapere quali sono i miei valori.

Concentrati a conoscere te stesso prima di cercare qualcosa negli altri.

Ogni volta che sarai davanti a un bivio saranno i tuoi valori a dirti che strada prendere.

Nella tua vita i tuoi obiettivi possono cambiare, ma quando esci dai tuoi valori automaticamente la tua vita perderà colore, sapore e felicità.

E se l’obiettivo della nostra vita non è quello di essere felici, per cosa viviamo a fare?”

Mirko: “Ottima chiusura di una bellissima intervista, Luca.

Grazie mille per le tue risposte, le ho apprezzate.”

E grazie a te lettore che sei arrivato fino a qui.

A presto,

Mirko.

© Mirko Maiorano

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