La nona puntata della mia rubrica di interviste a vari professionisti e imprenditori italiani – che ritengo degni di nota – è con Matteo Aliotta: growth marketing manager di LV8, il dipartimento di Growth di LVenture Group, formatore, speaker, ma soprattutto, uno che ne sa a pacchi sul mondo delle Startup!

Intervistare Matteo è stato super figo a tal punto che mi è sembrato di chiacchierare con un amico di vecchia data con cui condivido passioni e valori professionali.

Ho deciso di intervistarlo dopo aver collaborato con lui e il suo team su un progetto di un cliente. Lo ritengo un professionista molto preparato, capace e aperto alle opinioni e alle idee degli altri.

Ma, soprattutto, il fattore che mi convinto ad inserirlo in questa mia rubrica è la sua umiltà professionale, per niente scontata al giorno d’oggi!

L’intervista a Matteo Aliotta

Mirko: “Ciao Matteo, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista e di aver trovato del tempo da dedicarmi.

Iniziamo! Le domande saranno più o meno le stesse che ho rivolto agli altri professionisti che ti hanno preceduto, questo perché desidero offrire ai miei lettori un confronto tra i diversi approcci e mentalità degli intervistati.

Quindi, come prima domanda, vorrei chiederti quale ritieni sia il tuo principale punto di forza professionale, la qualità che ti distingue sul mercato?

Matteo: “Innanzitutto, ti ringrazio per avermi inserito nella tua rubrica.

Venendo alla risposta, credo due cose: la gavetta e l’ampiezza delle competenze.

Ho iniziato 20 anni fa a lavorare nel digital e ho avuto la fortuna di lavorare su prodotto e marketing su 70 mercati diversi e con aziende dalla micro impresa alla multinazionale, ovviamente passando per le startup. 🙂

Tra l’altro già dall’inizio ho dovuto lavorare portando risultati concreti e questo ha fatto la differenza rispetto ad un approccio meno orientato alle vendite e alle metriche rilevanti.”

Mirko: “Bene, passiamo alla seconda domanda: cosa o chi ha contribuito in modo significativo al tuo percorso professionale?

Matteo: “Avendo iniziato a smanettare nel web a fine anni ‘90, la mia fortuna è stata la curiosità e la propensione ad un approccio autodidatta… all’epoca si faceva una gran fatica a trovare informazioni: mi facevo spedire libri dall’America o bazzicavo forum da nerd.

Ho studiato tanto e continuo a studiare moltissimo, questo sicuramente ha fatto la differenza, ma soprattutto ho applicato sempre ogni cosa, che poi è quello che consiglio sempre.

Ho investito soldi e tempo su progetti per provare sul campo ogni cosa che ho studiato, d’altronde senza fare un continuo “learning by doing” non puoi davvero imparare questo mestiere.”

Mirko: “Passiamo a qualcosa di più tecnico/strategico. Se oggi dovessi ripartire da zero, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

Matteo: “Probabilmente avvierei una serie di progetti senza fare tutti gli errori che ho fatto :)”

Mirko: “Del tipo: se lo avessi saputo prima! 🙂

Passiamo alla prossima domanda, se potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti del tuo percorso professionale?

Matteo: “Penso che sarei “uscito allo scoperto” prima.

Sono stato un professionista chiuso nel suo studio tipo scienziato pazzo, isolato un po’ da tutta la scena digital, senza lavorare molto sul personal branding o semplicemente sul creare contenuti o frequentare eventi.

Vedendo ragazzi di 23 anni che già sono sulla cresta dell’onda mi fa pensare da un lato che forse potevo uscire prima dal guscio, ma anche che alla fine la mia forza e quello che mi distingue è che prima ho imparato a lavorare davvero, facendo una vera gavetta e poi sono uscito allo scoperto.

Dunque ogni percorso alla fine ha un suo senso!”

Mirko: “Che aggettivo useresti per descriverti al meglio? E perché?

Matteo: “Non saprei. Forse “Alla mano?” o almeno questo è quello che mi dicono spesso, e mi fa molto piacere.

Ho la propensione a trattare le persone come se le conoscessi da tempo e questo spesso mette a proprio agio l’interlocutore.

Magari qualcuno, invece, penserà che mi prendo troppe confidenze? ahahah… chissà!”

Mirko: “Posso confermarlo. Dal primo minuto che ci siamo conosciuti mi è sembrato di parlare con un amico di vecchia data. 🙂

Procediamo alla prossima domanda: ricevi 10.000 euro da investire sul tuo personal branding. Su quale canale digitale o tradizionale l’investi?

Matteo: “Li investirei in risorse per creare contenuti su YouTube.

Lavoro già con LinkedIn e Instagram che sono due piattaforme che mi danno belle soddisfazioni, però il tubo mi affascina molto.

Mi affascina la comunicazione video – che è davvero uno sport a parte e bisogna imparare a padroneggiare – e ho scoperto che è un asset importante: un video sta lì e continua a macinare visualizzazioni… va lento, ma inesorabile e poi colpisce in maniera più intima rispetto ad un post.”

Mirko: “I video sono un contenuto fantastico e con una forza comunicativa incredibile… su questo anche io devo imparare tanto! 🙂

Qual è, oggi, la più grande minaccia professionale per chi si occupa di marketing?

Matteo: “Per il Growth non vedo grosse minacce, almeno non nel breve, se invece andiamo a livello Performance Marketing la minaccia è di sicuro l’intelligenza artificiale.

Se penso a com’era lanciare una campagna Facebook quando ho iniziato rispetto ad oggi… un altro mondo.

Diciamo che ormai il 70% è in “autopilot”, gestito dall’algoritmo. A questo ritmo la parte tecnica verrà sostituita nel giro di pochi anni, meno male ci rimane la creatività :)”

Mirko: “Ricevi l’annuncio di chiusura da parte di tutti i servizi digitali che di solito utilizzi (tool, blog di terze parti, piattaforme, web apps, social network, etc.). Hai a disposizione un solo salvataggio. Cosa scegli e perché?

Matteo: “Mi tengo solo Facebook Ads, per il mio ambito è ancora il canale migliore per rapporto qualità-costo e possibilità creative.

Lavorando nell’innovazione, un canale che mi permetta di provare a “generare la domanda” fa davvero la differenza.”

Mirko: “C’è qualcosa che proprio non ti piace del mondo digitale, in particolare del settore delle startup digitali? Se sì, cosa?

Matteo: “Beh potrei dire le solite cose, tutta la fuffa e le persone che approfittano dell’inconsapevolezza del nostro paese… però direi che una cosa che mi da davvero fastidio è chi non prende sul serio il mondo startup.

Si generalizza moltissimo e ci sono molti snob che ancora associano il mondo startup a dei ragazzotti perdigiorno che giocano a fare gli imprenditori.

Dimostrano di non saperne molto: ci sono startupper con competenze e dedizione al lavoro che puoi solo sognarti.

Chiaro che ci siano cialtroni come in ogni settore, però è importante iniziare a considerare questo modello in maniera piuttosto seria: non so in quale altro modo pensiamo di uscire dallo stallo economico e occupazionale… assumendo tutti nei ministeri o nelle banche? :)”

Mirko: “Qual è stata, secondo te, l’innovazione che ha contribuito più significativamente all’evoluzione del digitale lasciando fuori quelle più scontate come i computer, gli smartphone e internet?

Matteo: “Gioco in casa e dico il Digital Marketing: forse non ci siamo ancora resi conto di quanto abbia cambiato il business e disintermediato a livello geografico, economico e sociale.

Solo pochi anni fa avviare un’impresa e fare marketing era roba da ricchi. Senza contare che alcune delle aziende più ricche al mondo come Google e Facebook vivono di questo modello, fatturando cifre mostruose al 90% grazie ai loro canali adv digitali.”

Mirko: “Io, tu, Gaito, Barboni, Forliano e tanti altri investiamo il nostro tempo e le nostre risorse per migliorare, semplificare e divulgare il Growth Hacking in Italia, e non solo. Oggi come vedi la situazione rispetto a quando hai iniziato a trattare questo argomento?

Matteo: “All’inizio non mi piaceva farmi chiamare Growth Hacker, e devo dire tutt’ora non amo il termine “Hacker”… contribuisce all’idea che ci sia il tipo col cappellino al contrario che fa qualche magia al computer e iniziano ad arrivare i soldi. 🙂

Preferisco Growth o Growth Marketing ma in ogni caso direi che rispetto all’inizio c’è molta più curiosità e nel giro digital si è piuttosto diffuso.

La cosa che stupisce è che, invece, basta mettere un piede fuori dalla nostra bolla per vedere che c’è ancora tantissimo da fare!”

Mirko: “Mi trovi perfettamente allineato.

Come Growth Marketing manager di LVenture quali sono le sfide che quotidianamente ti trovi ad affrontare?

Matteo: “Le sfide sono molteplici, nel mio caso riguardano principalmente il trovare modi per raggiungere il market-fit di progetti early stage, trovare la crescita di progetti più strutturati e portare nelle corporate la cultura growth, con la sua sperimentazione e innovazione.”

Mirko: “Visto il ruolo che ricopri e le tue esperienze professionali, quali saranno secondo te le prossime evoluzioni dell’ecosistema Startup in Italia a seguito della pandemia che ha colpito l’intero pianeta e modificato irreversibilmente, secondo me, alcune nostre abitudini d’acquisto?

Matteo: “Sulle abitudini sono ottimista fino ad un certo punto.

Penso che almeno il 50% delle persone hanno utilizzato il digital “a malincuore” dunque in un rientro alla normalità molti correranno a recuperare vecchie abitudini.

La cosa positiva è che c’è stato un largo test di utilizzo: ha levato quantomeno la diffidenza e costretto anche alcuni ad attrezzarsi – in Italia tantissima gente nemmeno aveva una carta per gli acquisti online!

Per l’ecosistema startup invece vedo un futuro potenzialmente raggiante, finalmente lo stato è entrato in maniera importante tramite Cassa Depositi e Prestiti, questo vuol dire più risorse per tutti.”

Mirko: “Un’ultimissima domanda a chiusura di questa bellissima intervista.

In base alle tue esperienze, ci può essere un rapporto sincero tra due professionisti che si occupano della stessa materia? Se sì, quale consiglio ti senti di dare?”

Matteo: “Io da questo punto di vista sono stato fortunato.

Tra i colleghi ho trovato molti amici, alcuni mi sento di dire anche amici veri.

Mi affido molto all’intuito per capire chi può essere una persona seria e soprattutto cerco di circondarmi di persone con cui condivido oltre che le passioni anche i valori.”

Mirko: “Non potevamo chiudere in modo migliore questa intervista che nominando i valori che troppo spesso vengono “dimenticati”.

Grazie mille per le tue risposte, le ho apprezzate.”

E grazie a te lettore che sei arrivato fino a qui.

A presto,

Mirko.

© Mirko Maiorano

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