La tredicesima puntata della mia rubrica di interviste a vari professionisti e imprenditori italiani – che ritengo degni di nota – è con Nicolò Santin: imprenditore digitale, influencer, Top100 Forbes Under 30, co-fondatore e amministratore di Gamindo, la piattaforma che ti permettere di fare beneficenza senza spendere, ma giocando ai videogiochi!

Chi non ha ancora avuto l’occasione di incontrare un suo contenuto, deve assolutamente recuperare! Ogni volta che Nicolò esce all’interno del mio feed di LinkedIn, la mia mente pensa: “lui sì che è bravo! Si diverte creando contenuti di valore, senza distogliere il focus dal suo progetto di business.”

Ecco perché sono davvero felice di poterlo ospitare all’interno della mia rubrica.

L’intervista a Nicolò Santin

Mirko: “Quale ritieni sia il tuo principale punto di forza professionale, la qualità che ti distingue sul mercato?

Nicolò: “Credo che il mio punto di forza sia la creatività che applico nel problem solving.

Mi spiego: cerco sempre di trovare una soluzione “non convenzionale” ai problemi che mi si presentano durante la giornata lavorativa. Quando infatti vedo che le classiche soluzioni non funzionano, mi viene semplice trovare idee creative per provare a venirne fuori.

La fortuna è che mi vengono sempre più di un’idea. Le prime, infatti, non funzionano quasi mai e trovo quasi sempre una riserva valida e che mi permette di raggiungere l’obiettivo!”

Mirko: “Cosa o chi ha contribuito in modo significativo al tuo percorso professionale?

Nicolò: “Matteo Albrizio, il mio socio in Gamindo, è sicuramente la persona che ha contribuito maggiormente al mio percorso professionale.

Senza di lui Gamindo non esisterebbe e gli sarò per sempre grato di avermi scritto una sera su Facebook dicendomi “non so come, ma ti voglio aiutare”.

Lui è laureato in Ingegneria Aerospaziale e viene da una famiglia dove sono tutti ingegneri e matematici. È una delle persone che stimo di più a questo mondo e mi reputo una persona fortunata nel potermi confrontare ogni giorno con lui.”

Mirko: “Se oggi dovessi ripartire da zero, ma con tutto il know-how acquisito negli anni, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

Nicolò: “Dopo aver portato a bordo Matteo, chiaramente, farei il sito in inglese ancor prima di fare quello in italiano.

In questi anni ho capito l’importanza di pensare globali fin dal giorno uno. L’Italia è un bel mercato, ma non è enorme come gli USA.

È praticamente impossibile diventare una billion dollar company restando solo nel mercato locale. Bisogna uscire dai confini nazionali appena possibile.”

Mirko: “Se potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti del tuo percorso professionale?

Nicolò: “A livello formativo mi sarebbe molto piaciuto andare a studiare all’Università Bocconi o all’estero. Era un mio sogno.

Per una serie di ragioni però non ho neanche mai fatto l’application.

Per quanto riguarda il percorso professionale, se potessi tornare indietro sicuramente sfrutterei meglio gli stage richiesti dall’università per andare in qualche multinazionale e non in un ufficio di commercialisti.

Anche se, a dire il vero, è stata proprio quell’esperienza a farmi capire che quello non era il lavoro che avrei mai voluto fare in vita mia!”

Mirko: “Che aggettivo useresti per descriverti al meglio? E perché?

Nicolò: “Curioso.

Quando ero piccolo cercavo sempre su Google “lo sai perché” e volevo sapere sempre cose nuove. E credo che questa curiosità mi stia aiutando molto con la mia startup Gamindo, perché mi porta ogni giorno a farmi nuove domande e a cercare delle risposte nel mondo esterno.”

Mirko: “Ricevi 10.000 euro da investire sul tuo personal branding. Su quale canale digitale o tradizionale l’investi?

Nicolò: “Linkedin e YouTube. E credo bastino molti meno soldi.

Forse qualche migliaio di euro per pagare qualcuno che monta i video per Youtube.

Linkedin è uno strumento straordinario per fare personal branding e lo utilizzo quotidianamente. Oltre ad avere un pubblico di qualità e una reach organica molto alta, è una piattaforma dove mi sento libero di esprimere le mie riflessioni in ambito professionale.

Da quando è iniziata la quarantena cerco di pubblicare ogni giorno un contenuto, salvo imprevisti. Al tempo stesso, credo che Youtube sia un’ottima piattaforma per farsi conoscere perché è ben indicizzato su Google e i contenuti sono rivisti anche a distanza di anni.

Mentre Linkedin è concentrato più sul breve, con la maggior parte dei riscontri in una settimana, YouTube ha una coda lunga e interazioni che si manifestano per anni.”

Mirko: “Qual è, oggi, la più grande minaccia professionale del tuo settore?

Nicolò: “La minaccia è sicuramente la qualità degli advergame, giochi promozionali sviluppati per i brand, che vengono creati da parti di altre aziende nel settore.

Al di là del covid, credo che il 2021 sia un anno straordinario in cui vivere perché abbiamo accesso a tantissimi strumenti per iniziare a creare contenuti senza l’effort che era richiesto qualche anno fa.

Quello che è importante nel mio mondo è che si cerchi di mantenere una qualità di prodotto elevata, e anche noi di Gamindo dobbiamo lavorare ogni giorno sempre di più per migliorarci.”

Mirko: “Ricevi l’annuncio di chiusura da parte di tutti i servizi digitali che di solito utilizzi (tool, blog di terze parti, piattaforme, web apps, social network, etc.). Hai a disposizione un solo salvataggio. Cosa scegli e perché?

Nicolò: “Oltre a Gamindo, dove ho raccolto un sacco di gemme giocando ( 😎 ), salverei sicuramente Linkedin.

Facebook ormai è diventato il mio album dei ricordi, che mi serve per ricordarmi cosa facevo in un determinato anno.

Tiktok è il mio presente, dove mi piace moltissimo trascorrere il tempo, oltre a Linkedin. Se dovessi scegliere tra i due, quello che mi da più valore è sicuramente Linkedin.”

Mirko: “Qual è stata, secondo te, l’innovazione che ha contribuito più significativamente all’evoluzione del digitale lasciando fuori quelle più scontate come i computer, gli smartphone e internet?

Nicolò: “Bella domanda, mi piace molto il tema dell’innovazione, ma non mi sono mai fatto questa domanda.

Visto il momento attuale, ti direi le webcam e i servizi di videochiamata ad alta qualità.

Zoom non è stato sicuramente il primo, basti pensare a Skype. Con questa pandemia però sono stati servizi come Zoom e Teams che hanno permesso a sempre più persone di lavorare da casa e questo ha portato all’adozione anche di moltissimi altri strumenti digitali.

Nei prossimi anni credo che si parlerà molto di blockchain, realtà aumentata e realtà virtuale. Non credo però che abbiano ancora cambiato la nostra vita quindi aspettiamo e vediamo che succede!”

Mirko: “Sei stato inserito nell’elenco dei Top 100 Under 30 da Forbes e Seal of Excellence da parte della Commissione Europea. Ti va di raccontarci il percorso che ti ha portato fino a questi riconoscimenti e come pensi che abbiano influito sulla crescita del vostro progetto?

Nicolò: “Gamindo è stata la mia tesi di laurea magistrale in Economia e gestione delle aziende presso l’Università Ca’ Foscari d Venezia.

Dopo la laurea mi son trovato con un bel 110 e lode, 700 pagine di tesi e la consapevolezza che da solo non sarei riuscito a realizzare nulla. Da quando ho conosciuto Matteo (ok, basta dichiarazioni d’amore!) tutto è cambiato.

Abbiamo vinto le prime competizioni per startup, raccolto i primissimi fondi (75 mila euro), fatto il primo prototipo del prodotto e siamo andati 3 mesi in Silicon Valley nell’incubatore Plug and Play.

Una volta tornati abbiamo creato il team, sviluppato il prodotto e lanciato sul mercato. Ora stanno entrando aziende sempre più grandi e siamo davvero molto felici. L’obiettivo è quello di scalare il business a livello globale, sperimentando in continuazione.”

Mirko: “Visto che il vostro progetto Gamindo tocca due sfere ampiamente diffuse nel mondo digitale, c’è qualcosa che proprio non ti piace del gaming e della charity?

Nicolò: “Del mondo gaming non mi piace che ci siano ancora diverse persone che continuano a vederlo come una minaccia.

Ci sono oltre 2.7 miliardi di gamers nel mondo e questo nuovo linguaggio è un’opportunità enorme per tutti i settori.

Io sono fortemente contrario a chi gioca 8 ore al giorno. Non va bene. Così come non va bene bere 8 litri di acqua al giorno.

Rilassarsi però un’oretta e giocare, se a uno piace, non è nulla di grave. Anzi, ci sono numerosi studi che dimostrano proprio i benefici per l’essere umano.

Per quanto riguarda il mondo della charity, lo trovo piuttosto ancorato ai sistemi tradizionali e “sicuri” di comunicazione. Pochi enti non profit sono disposti a mettersi in gioco con idee fresche e nuove per comunicare la loro causa.

Insomma, se si vuole raggiungere le nuove generazioni, i donatori di domani, credo che sia meglio andare su Twitch o Tiktok rispetto alla televisione o radio. Posso però capire che in questo momento i veri donatori sono gli over 35, che si raggiungono ancora con i mezzi tradizionali.”

Mirko: “Parlando di gaming in ottica di: branding, charity, marketing, etc. Quali saranno secondo te le prossime evoluzioni soprattutto in ottica VR e ologrammi?

Nicolò: “Io credo che arriverà molto prima la realtà aumentata della realtà virtuale.

Per quella ci vorranno ancora diversi anni. Mi auguro, in ogni caso, di non arrivare presto al futuro previsto dal film Ready Player One.”

Mirko: “Prima di concludere, vorrei farti una domanda che spesso mi viene rivolta dagli studenti delle scuole e università. Qual è il ruolo professionale più richiesto sul mercato, oltre naturalmente agli sviluppatori, per chi vuole lavorare nel digitale e quale consiglio pratico ti senti di dare a chi vuole specializzarsi in questo ruolo?

Nicolò: “Una figura sempre più importante è il data analyst, una persona capace di estrarre informazioni di valore per l’azienda a partire dai dati.

Ormai le aziende hanno sempre più strumenti per raccogliere dati, ma hanno bisogno anche di qualcuno che unisca i vari punti.”

Mirko: “Un’ultimissima domanda a chiusura di questa intervista. Molte volte sono stato tradito dalla fiducia che avevo riposto nelle persone, soprattutto colleghi. In base alle tue esperienze, ci può essere un rapporto sincero tra due professionisti che si occupano della stessa materia? Se sì, quale consiglio ti senti di dare?

Niccolò: “Assolutamente si ci può essere un rapporto sincero tra due professionisti.

Il consiglio che mi sento di dare? Essere trasparenti al massimo e dire all’altra persona quando ha fatto qualcosa che ti è piaciuto o, soprattutto, quando ha fatto qualcosa che non ti è piaciuto.

L’importante poi è non limitarsi a criticare, ma dare un’opinione e un pensiero costruttivo. I rapporti si rovinano quando le persone smettono di dire tutte le informazioni, non quando si fermano a parlare e chiarirsi tra loro.”

Mirko: “Grazie mille per le tue risposte Nicolò, le ho apprezzate molto e, oltre che al tuo socio e amico Matteo a cui hai dichiarato “eterno amore” 🙂 , credo che anche i miei lettori le apprezzeranno.”

E grazie a te, lettore per essere arrivato fin qui.

A presto,

Mirko.

© Mirko Maiorano

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