La sesta puntata della mia rubrica di interviste a vari professionisti e imprenditori italiani – che ritengo degni di nota – è con Riccardo Scandellari anche conosciuto come Skande: autore, formatore, speaker e consulente di comunicazione digitale e marketing.

Intervistare Skande è stato illuminante e anche divertente, è una persona umile, simpatica e molto preparata.

La sua migliore skill, secondo me, è quella di saper comunicare in maniera semplice concetti che così non sono attraverso l’uso di un linguaggio adatto a tutti.

L’intervista a Riccardo Scandellari

Mirko: “Ciao Riccardo, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista e di aver trovato del tempo da dedicarmi, visti i tuoi numerosi impegni.

Ti seguo da tempo con molto piacere, ho letto / ascoltato i tuoi libri e per me intervistarti è un privilegio.”

Skande: “Ciao Mirko e grazie per questa intervista. Mi fa sempre piacere fare una chiacchierata amichevole sulle tematiche di marketing e comunicazione digitale.”

Mirko: “Bene, iniziamo! Le domande saranno più o meno le stesse che ho rivolto agli altri professionisti che ti hanno preceduto, questo perché desidero offrire ai miei lettori un confronto tra i diversi approcci e mentalità degli intervistati.

Quindi, come prima domanda, vorrei chiederti quale ritieni sia il tuo principale punto di forza professionale, la qualità che ti distingue sul mercato?

Skande: “(secondi di silenzio) … questa è una domanda straordinaria.

Chi si occupa di branding o di comunicazione non può non saperla, ma a volte si è così concentrati sulle attività dei clienti che questo punto viene scavalcato nelle proprie priorità.

Io credo che il mio valore principale, quello che più apprezzano i miei clienti, lettori, o più in generale il mio pubblico, sia la semplicità nella comunicazione.

Cerco sempre di semplificare concetti complessi per renderli disponibili e accessibili a tutti.

Poi, sicuramente, un’altra mia caratteristica è quella di non cercare di imporre una mia strategia o un’opinione, oppure di presentarmi come omnisciente.

Anzi, io sono uno che cambia idea facilmente se trova nuove informazioni che lo convincono e che mette spesso in dubbio le proprie teorie.

Ho un approccio tipico del ricercatore scientifico che deve testare sul campo una teoria prima di convincersi ed è pronto ad aggiornarla sulla base di nuove scoperte e informazioni.”

Mirko: “Sono d’accordo con te e anche io ho lo stesso approccio. Spesso mi ripeto “se può cambiare idea la Chiesa, che è una delle istituzioni più rigide della storia, figuriamoci io.”

Bene, passiamo alla seconda domanda: cosa o chi ha contribuito in modo significativo al tuo percorso professionale?

Skande: “Ci sono stati molti fattori determinanti, ma due sono stati sicuramente quelli più importanti.

Il primo sicuramente l’incontro con Rudy Bandiera e la creazione con lui di una società nel 2012 che si chiama Net Propaganda.

Questo passo mi ha portato dall’essere il nerd appassionato di siti internet, comunicazione digitale e marketing, a metterci la faccia nel creare contenuti e sfruttare in positivo la forza del content marketing.

Il secondo è certamente rappresentato dal mio primo libro.

L’ho scritto in un mese circa durante le ferie di Natale del 2014 e subito la sua uscita, io sono emerso come professionista e sono riuscito a fare eventi, corsi di formazione in grandi aziende e poter affiancare personaggi di fama mondiale come Kotler.”

Mirko: “Passiamo a qualcosa di più tecnico/strategico. Se oggi dovessi ripartire da zero, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

Skande: “Non farei cose così diverse da quelle che ho fatto, forse mi concentrerei maggiormente sulla produzione di contenuti video.

In effetti quando ho iniziato con il content marketing andavano per la maggiore gli articoli, oggi in parte sostituiti da video e podcast.

Ma non ne sono sicuro, in quanto, in fin dei conti, i contenuti devo essere cuciti addosso alla persona che li distribuisce e al pubblico che li riceve e non è detto che avrei avuto la stessa efficacia con i video rispetto agli articoli.

Detto questo, ripartire sicuramente dai contenuti, magari testando i video, ma senza abbandonare gli articoli o i testi.”

Mirko: “Passiamo alla prossima domanda che è conseguente alla precedente: se potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti del tuo percorso professionale?

Skande: “Certo! Cambierei le persone con cui ho fatto certe cose. Naturalmente non parlo di Rudy.

Sai Mirko, non puoi prevedere come andranno certe attività o progetti di business, ma puoi prevedere come si comporteranno le persone in determinate occasioni.

In tutti questi anni di esperienza ho imparato a leggere le persone e a stare lontano da quelle tossiche e tenermi vicine quelle positive.

Se potessi tornare indietro, sicuramente non darei mai la possibilità a determinate persone di intossicare la mia vita.

Per fortuna sono 4/5 anni che mi sono riuscito a liberarmi e a disintossicarmi da questi personaggi.”

Mirko: “Ti capisco molto bene. Anche io ho avuto un’esperienza brutta in passato con una persona che ha tentato di intossicare la mia vita, ma per fortuna ne sono uscito più forte di prima.

Passiamo a un’altra domanda, che aggettivo useresti per descriverti al meglio? E perché?

Skande: “Direi onesto.

È ciò che ho scelto di essere nei confronti dei miei colleghi, del mio pubblico e di tutte le persone con cui ho a che fare.

L’onesta, secondo me, alla fine paga sempre.

Inoltre, credo molto sul fatto che ognuno attira i suoi simili e io voglio attirare solo persone oneste.”

Mirko: “Passiamo a una domanda che mi diverte fare: oggi ricevi 10.000 euro da investire sul tuo personal branding. Su quale canale digitale o tradizionale l’investi?

Skande: “Acquisterei 10K di contenuti.

Contatterei un bravo giornalista esperto di comunicazione digitale e marketing e gli commissionerei 10.000 euro di contenuti.

Sai quanto farebbero circa 200 articoli ben fatti? Molto di più di 10.000 euro di advertising su Google, su Facebook o Instagram.”

Mirko: “Video. Siete più o meno tutti allineati con le risposte a questa domanda.

Prima o poi dovrò sconfiggere l’ansia da telecamera e microfono e iniziare a pubblicare video.

Bene, passiamo ad argomenti più tecnici.

Qual è, oggi, la più grande minaccia professionale per chi si occupa di marketing?

Skande: “Per me la criticità principale è nel mercato.

Oggi le aziende non sanno che hanno bisogno di uomini di marketing e la non consapevolezza è il più grande ostacolo che dobbiamo riuscire a superare tutti noi che ci occupiamo di marketing, attraverso l’informazione e la formazione.

Se a questo aggiungi la totale assenza in molte aziende di un metro valido di giudizio delle competenze e capacità delle persone, a cui vengono assegnate le attività di marketing, è facile comprendere che occorre ridurre il divario tra chi ha la conoscenza e chi ne ha bisogno.”

Mirko: “Bella risposta Skande.

Passiamo a una domanda che mi è stata fatta da un collega un po’ di anni fa e che amo fare a mia volta.

Ricevi l’annuncio di chiusura da parte di tutti i servizi digitali che di solito utilizzi (tool, blog di terze parti, piattaforme, web apps, social network, etc.). Hai a disposizione un solo salvataggio. Cosa scegli e perché?

Skande: “Sicuramente l’email.

È l’unico reale mezzo di comunicazione digitale one-to-one e che hanno tutti.”

Mirko: “C’è qualcosa che proprio non ti piace del mondo digitale? Se sì, cosa?

Skande: “Dal punto di vista professionale nulla, ma a livello personale credo che si sia persa un po’ di umanità su internet.

Anche l’aggressività, molto spesso ingiustificata, di alcune persone su internet è segno che si sta perdendo quel rapporto civile e umano.

Un altro discorso che non mi piace è rappresentato dalla comunicazione poco onesta di alcune persone che sfrutta le debolezze umane proponendo guadagni facili o veloci.

D’altronde, però, questi individui, aggressivi o millantatori, c’erano 50 o 100 anni fa, solo che ora possono operare in larga scala, mentre prima erano rilegati a una dimensione più ristretta.”

Mirko: “Qual è stata, secondo te, l’innovazione che ha contribuito più significativamente all’evoluzione del digitale lasciando fuori quelle più scontate come i computer, gli smartphone e internet?

Skande: “Se mi elimini quelle principali come internet e smartphone, mi resta difficile individuare qualcosa di così importante.

Sicuramente i social network sono stati una bella innovazione, ma sono una conseguenza di internet e smartphone.

Molto probabilmente, senza la larga diffusione degli smartphone, non ci sarebbe stata neanche un’era dei social network.

È proprio questo connubio di fatti e fattori che, secondo me, ha segnato una evoluzione del mondo digital. “

Mirko: “Come emerge dai tuoi contenuti e dalle tue attività, ti interessa particolarmente formare e informare il tuo pubblico sulla comunicazione digitale.

Oggi come vedi la situazione rispetto a quando hai iniziato a trattare questo argomento?

Skande: “A parte molta più concorrenza – risate di me e Skande – rappresentata da persone che tramite i contenuti raccontano delle storie per poi vendere i propri servizi.

Sicuramente è anche aumentata la qualità dei contenuti pubblicati.

Infatti, quando ho iniziato io, erano in pochi a produrre contenuti validi e di qualità, oggi, invece, grazie alla maggiore competizione, tutti siamo costretti a fare un passo in avanti e a migliorare le nostre competenze.

Tutto questo porta a un naturale miglioramento dei contenuti a disposizione del pubblico.”

Mirko: “A proposito di comunicazione digitale e contenuti, sono anni che porti avanti i concetti di brand e personal brand.

Ecco, voglio farti una domanda un po’ marzulliana proprio su questo argomento: secondo te nasce prima il prodotto o il brand?

Skande: “Eh, Mirko, gran bella domanda!

Purtroppo, ti devo rispondere che nasce prima il prodotto, ma che questo è l’errore tattico e strategico che facciamo tutti, me compreso.

Ti racconto un aneddoto.

Stavo scrivendo un libro sull’inbound marketing, quando un editore mi ha chiesto di scrivere per lui un libro sul Personal Branding.

E io sono andato su Wikipedia che cosa fosse il Personal Branding, perché all’epoca non sapevo cosa fosse.

Leggendo e informandomi mi sono detto: “questa è una cosa facilissima, alla fine è l’inbound marketing declinato alla persona invece che all’azienda.”

Che comunque non è del tutto vero perché tra il marketing della persona e dell’azienda ci sono molte differenze.

Ma all’epoca ho ragionato così e ho scritto il mio primo libro sul Personal Branding, mettendo il prodotto prima del brand.

Questo libro nel tempo l’ho aggiornato e modificato svariate volte sulla base dell’aumentare delle mie conoscenze e competenze, ribaltando a volte qualche concetto scritto ed espresso nella prima versione.

Questo è un classico esempio di come partiamo tutti dal prodotto, invece dovremmo partire dalla percezione che gli altri hanno di noi, dalla nostra autenticità, personalità e modo di essere.

In poche parole, dobbiamo partire con la costruzione di un rapporto forte tra noi (brand) e il nostro pubblico.

Partendo dal prodotto, invece, abbiamo un primo problema di comunicazione da affrontare, ovvero non sapere ancora chi è il nostro pubblico affezionato.

D’altronde anche Kotler ha espresso questo concetto più e più volte: “prima nasce il bisogno poi nasce il prodotto”.

A parte grandi eccezioni come Steve Jobs e altri che ci hanno offerto dei prodotti che non sapevamo di volere, in tutti gli altri casi occorre individuare prima un bisogno per poi ideare una soluzione che lo soddisfi.”

Mirko: “Colgo al volo l’assist che mi hai involontariamente fatto nella tua risposta, per parlare del tuo ultimo libro in uscita in questi giorni: “Dimmi Chi Sei: Scopri perché sei unico e ottieni attenzione, fiducia e contatti

Ipotizziamo che io sia un potenziale acquirente del tuo libro – in effetti lo sono! – quali parole useresti per convincermi ad acquistarlo?”

Skande: “Grazie per la domanda. Il mio ultimo libro è legato a tutto quello di cui abbiamo parlato finora.

Stiamo vivendo nell’epoca delle risposte, senza prestare attenzione alle domande che facciamo, fino al punto di non farle e di cercare direttamente improbabili soluzioni.

Il problema principale, infatti, è che tutte le soluzioni che individuiamo sono preconfezionate sulla base di domande che interessano al mercato e non rispondono a un bisogno personale.

Anche io sono uno “spacciatore” di risposte che interessano la massa e non i bisogni del singolo individuo.

Tuttavia, negli anni, ho acquisito la consapevolezza di aver raggiunto determinati traguardi solo quando ho provato a rispondere da solo e con sincerità alle giuste domande.

Le domande servono a farti cambiare idea e migliorarti giorno dopo giorno, oltre a essere la più alta manifestazione di intelligenza.

Se non sei disponibile a cambiare te stesso, il tempo che impieghi nel cercare le risposte è tempo perso.

Questo libro, quindi parte proprio da una domanda, per niente semplice: dimmi chi sei.

Uno dei principali e più importanti punti di partenza per ottenere una comunicazione efficace e poter costruire il proprio brand.”

Mirko: “Mi hai convinto! 🙂

Un’ultimissima domanda a chiusura di questa meravigliosa chiacchierata con te.

In base alle tue esperienze, ci può essere un rapporto sincero tra due professionisti che si occupano della stessa materia? Se sì, quale consiglio ti senti di dare?”

Skande: “Mirko, io ho continuamente rapporti con colleghi e partner con cui svolgo dei lavori insieme oppure a cui passo dei lavori di cui non posso occuparmi direttamente.

E, con una parte di questi, ci collaboro realmente da 20 anni con rispetto e fiducia.

Quindi si che ci può essere un rapporto tra due professionisti, anche se vogliamo per certi versi competitor.

Anzi, direi che si deve fare, perché non possiamo credere di riuscire a fare tutto da soli e di avere tutte le competenze necessarie.

Naturalmente alla base di questi rapporti ci devono sempre essere onestà e rispetto per poterli far maturare e conservare nel tempo.

Poi, è normale che si sono alcuni casi dove sbatti i denti, ma servono anche quelli per migliorare il tuo modo di saper leggere le persone.

Alla fine, tutta la vita è un lungo processo di apprendimento.”

Mirko: “Wow! Ottima chiusura di una bellissima intervista.

Grazie mille per le tue risposte Riccardo.”

E grazie a te lettore che sei arrivato fino a qui.

A presto,

Mirko.

© Mirko Maiorano

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