L’ottava puntata della mia rubrica di interviste a vari professionisti e imprenditori italiani – che ritengo degni di nota – è con Siro Toracchio: consulente esperto di mobile marketing, video gamer e uno dei giovani professionisti più in crescita che io conosca.

Intervistare Siro è stato abbastanza strano ed emozionante per me perché con lui si mescolano personale e professionale come con pochi altri nel settore in cui lavoro.

Siamo amici da tempo, sono stato il suo formatore e tuttora lui mi presenta ancora come il suo mentore. Ma vi assicuro che tutto il merito dei suoi successi è soprattutto suo. Io gli ho solo fatto le domande giuste al momento giusto. 🙂

L’intervista a Siro Toracchio

Mirko: “Ciao Siro, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista anche se non avevi scelta. 🙂

Conoscendoti personalmente ho potuto assistere alla tua crescita professionale degli ultimi anni, dal tuo percorso formativo a cui ho contribuito, fino alla tua specializzazione nel mobile marketing e l’arrivo dei primi successi professionali.

Ecco perché ho scelto di intervistarti. Credo che raccontare il tuo percorso sia d’aiuto a tanti altri ragazzi che lavorato o vogliono lavorare in questo settore.”

Siro: “Ciao Mirko, quando me lo hai scritto su WhatsApp ho pensato a uno dei tuoi tanti scherzi. E invece, ecco qui. Intervistato dal mio mentore e amico.

Ti ringrazio tanto per l’opportunità.”

Mirko: “Bene, iniziamo! Le domande saranno più o meno le stesse che ho rivolto agli altri professionisti che ti hanno preceduto, questo perché desidero offrire ai miei lettori un confronto tra i diversi approcci e mentalità degli intervistati.

Quindi, come prima domanda, vorrei chiederti quale ritieni sia il tuo principale punto di forza professionale, la qualità che ti distingue sul mercato?

Siro: “Quando capita, ci scherzo su e dico sempre di essere – braccia e mente rubate all’informatica – perché in realtà è quello il settore dal quale provengo.

Ho iniziato a studiare programmazione da piccolo e ne ho assorbito le conoscenze base, che mi tornano molto utili oggi per essere più autonomo nelle mie attività di marketer e per comunicare meglio con gli sviluppatori quando creiamo nuovi prodotti.

Ad esempio, sapere quali sono i limiti tecnologici dietro ad una determinata feature permette di risparmiare tempo e risorse in fase di brainstorming.”

Mirko: “È uno dei motivi per cui siamo così in sintonia, in fondo anche io vengo dal mondo dell’informatica, ma a differenza tua la mia è super vintage. Ahahah

Bene, passiamo alla seconda domanda: cosa o chi ha contribuito in modo significativo al tuo percorso professionale?

Siro: “Penso che l’esperienza più importante di tutte sia quella che mi ha anche segnato maggiormente negli anni: la mia prima startup.

Era nata da un sogno e una passione comune, quella per lo sviluppo di videogiochi.

È stato il mio più grande fallimento, ma anche la miglior occasione per imparare, in pochi anni, come funziona il mondo del game development e soprattutto per capire come funziona al livello di business.

Da qui, ho fatto varie esperienze, ma continuavo ad avere il pallino dei videogiochi. Con il tempo, mi sono reso conto che il mercato dei giochi mobile era (perlomeno inizialmente) molto più accessibile rispetto a quello pc/console, quindi ho deciso di specializzarmi su quello.”

Mirko: “I fallimenti possono insegnare più di qualunque altra esperienza.

Se oggi dovessi ripartire da zero, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

Siro: “Mi dedicherei a costruire velocemente un portfolio di piccoli progetti pubblicati, cercherei di ottenere un posto in una grande azienda gaming per assorbire tutti i segreti e li utilizzerei su un mio business.

Lavorare in una big company è sicuramente stimolante, ma sul lungo termine vorrei comunque riuscire a creare una realtà tutta mia. Se devo lavorare 12 ore al giorno, preferisco farlo per qualcosa di personale.

Inoltre, quando ho fondato la mia prima azienda avevo tanta voglia di fare e pochissime conoscenze specifiche.

Se dovessi tornare indietro, sicuramente metterei al primo posto l’utilizzo della metodologia agile e del processo di growth hacking per riuscire a crescere con criterio, che è il metodo con cui adesso stiamo sviluppando velocemente dei progetti che portano risultati concreti ed è riproducibile in altri progetti e contesti.”

Mirko: “Passiamo alla prossima domanda, se potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti del tuo percorso professionale?

Siro: “In ordine cronologico.

Prima mi focalizzerei su più prodotti piccoli e conclusi piuttosto che su uno troppo lungo e costoso da portare a termine (la mia prima startup ha chiuso i battenti per questo motivo).

Poi accetterei di lavorare solo su progetti per i quali provo un reale interesse. Lavorare per soldi ti rende mercenario, sposare una causa o un ideale mentre lo fai cambia totalmente le prospettive e le performance.”

Mirko: “Che aggettivo useresti per descriverti al meglio? E perché?

Siro: “Contagioso.

Mi hanno sempre detto che quando parlo di cose che mi piacciono mi brillano gli occhi e riesco a trasmettere la passione che mi anima.

Non lo faccio volutamente, mi torna naturale. Ed è estremamente utile quando mi ritrovo a guidare un team di persone verso un obiettivo comune, come nel caso del team di 404 Gamez con il quale stiamo sviluppando il nostro prossimo gioco mobile, Gloomy Toons.”

Mirko: “Oggi ricevi 10.000 euro da investire sul tuo personal branding. Su quale canale digitale o tradizionale l’investi?

Siro: “Il primo passo sarebbe pubblicare più contenuti sul mobile marketing e sui videogiochi. Ci sono tantissime aree inesplorate e pochissima documentazione a riguardo.

Più che scegliere canali specifici, mi focalizzerei sul riadattare i contenuti stessi a seconda del canale (per il momento direi youtube, linkedin, twitch principalmente).

Anche TikTok mi alletta non poco, ma in quel caso dovrei creare contenuti molto più “basic” adatti ad un pubblico di giocatori e non di professionisti del settore.”

Mirko: “Qual è, oggi, la più grande minaccia professionale per chi si occupa di mobile marketing?

Siro: “La scarsità di contenuti formativi che innalza la barriera d’ingresso.

Studiare in questo ambito è complicato e far pratica, soprattutto in Italia, lo è ancora di più: sono ancora poche le aziende che si occupano di mobile e ancor meno quelle con budget importanti a disposizione.

Al contempo però lo trovo un punto di forza: diversamente dal digital marketing in generale, questa barriera d’ingresso tiene fuori molti ciarlatani!”

Mirko: “Passiamo a una domanda che mi è stata fatta da un collega un po’ di anni fa e che amo fare a mia volta.

Ricevi l’annuncio di chiusura da parte di tutti i servizi digitali che di solito utilizzi (tool, blog di terze parti, piattaforme, web apps, social network, etc.). Hai a disposizione un solo salvataggio. Cosa scegli e perché?

Siro: “Salverei GitHub, per tenere il codice organizzato. Tutto il resto si può ricreare, con tanto (troppo) tempo e infinita pazienza! 😂”

Mirko: “Ecco che esce l’anima dell’informatico!

C’è qualcosa che proprio non ti piace del mondo digitale? Se sì, cosa?

Siro: “Odio gli ambienti tossici con tutto me stesso. Sono il primo a fare sarcasmo, ma c’è sempre un limite di decenza che non andrebbe sorpassato. Questo, purtroppo, succede sia sui social network che nei giochi online (come World of Warcraft e League of Legends, che personalmente adoro).

Uno degli effetti collaterali della diffusione del digitale, secondo me, è proprio questo: la comparsa dei leoni da tastiera che riversano le proprie frustrazioni in un contesto che non porta conseguenze dirette sulla persona ma che, invece, possono danneggiare gli altri.”

Mirko: “Qual è stata, secondo te, l’innovazione che ha contribuito più significativamente all’evoluzione del digitale lasciando fuori quelle più scontate come i computer, gli smartphone e internet?

Siro: “Senza ombra di dubbio il passaggio dai video on-demand al live streaming.

Aggiungendo una piccola componente, come quella dell’interazione, la fruizione dei video si è evoluta esponenzialmente: non sai mai come andrà a finire e ti sentirai parte integrante della live stessa perché, anche se nel piccolo, potrai contribuire ad arricchirla.

Pensiamo al caso di un’azienda che produce un gioco mobile: portare il proprio gioco in live (come in una sorta di devlog interattivo) permette di avere feedback istantanei e di adattare determinate scelte praticamente in tempo reale.

In un caso più “consumer oriented”, invece, basta pensare ai svariati casi di “Twitch plays”, in cui il comando del personaggio principale all’interno di un gioco veniva lasciato completamente alla chat, che dando determinati input creava movimenti e azioni totalmente imprevedibili!

Mirko, stanne certo che ne vedremo delle belle nei prossimi anni.”

Mirko: “La parola mobile è quella che più associo alla tua figura, anche perché fai parte di quella generazione che è cresciuta professionalmente “mobile first” 😊.

Parlando di mobile, nello specifico di mobile marketing che è la tua principale competenza, oggi come vedi la situazione rispetto a quando hai iniziato a trattare questi argomenti?

Siro: “Ho iniziato a racimolare risorse sul mobile marketing nel 2014 e, anche conoscendo l’inglese, c’era ben poco di ufficiale per prepararmi al lancio di un gioco per smartphone sul quale stavo lavorando.

Ho indagato qua e là per il web, trovando qualche contenuto interessante, ma niente di realmente esaustivo.

Alla fine mi sono fatto le ossa tramite reverse engineering su grandi prodotti e tramite testing continuo.

Oggi, per fortuna, siamo molto più avanti. Da un po’ di tempo a questa parte ho iniziato a produrre contenuti per rendere le cose più semplici per chi vuole iniziare, e ho notato con piacere che non sono il solo!

Parlando poi del mercato in generale, ci sono stati un paio di stravolgimenti importanti: fra tutti, l’introduzione della GDPR e dell’IDFA, che si traducono fondamentalmente in “meno strumenti per i marketer.”

Mirko: “E nel futuro? Quali sono i cambiamenti che ti aspetti o che sono già in atto che cambieranno gli scenari del mobile marketing?

Siro: “L’avvento dell’IDFA ha destato molte preoccupazioni, vedremo che cosa succederà in futuro. Probabilmente, riuscire ad intercettare la giusta audience “manualmente” diventerà fondamentale per scalare app iOS.

Anche il trambusto provocato da Fortnite e Apple  in merito alle microtransazioni potrebbe avere dei risvolti in futuro.

Che arrivi magari un competitor degno di questo nome a rompere l’equilibrio tra Play Store ed App Store?”

Mirko: Prima di concludere vorrei farti una domanda che spesso mi viene rivolta da giovani come te. Qual è il ruolo professionale più richiesto sul mercato, oltre naturalmente agli sviluppatori, per chi vuole lavorare nel digitale e quale consiglio pratico ti senti di dare a chi vuole specializzarsi in questo ruolo?”

Siro: “Il ruolo del data analyst/scientist è a mio parere uno dei ruoli più richiesti ad oggi.

Per un semplice motivo: ogni azienda ha bisogno di tracciare, monitorare e analizzare i dati in proprio possesso.

Il mio consiglio, come per qualsiasi lavoro digitale, è quello di partire subito dalla pratica. Crearsi un portfolio di progetti è anche relativamente facile: trovata un’azienda interessante, si può verificare se tracciano già i dati sul proprio sito (ispezionare i tag o leggere la cookie policy per capirlo) e, in caso negativo, offrire una prima analisi gratuitamente.

In caso di tracciamento già esistente, si può richiedere accesso per un’analisi approfondita, a scopo formativo con garanzia di riservatezza.

Da lì è tutto in discesa!”

Mirko: “Learning on the job! Bel consiglio Siro.

L’ultima domanda riguarda sia la sfera personale che professionale. Molte volte sono stato tradito dalla fiducia che avevo riposto nelle persone, soprattutto colleghi. In base alle tue esperienze, ci può essere un rapporto sincero tra due professionisti che si occupano della stessa materia? Se sì, quale consiglio ti senti di dare?

Siro: “Ho la brutta abitudine di confidare nella bontà delle persone, quindi tendo a fidarmi di professionisti che condividono la stessa passione.

Mi piace credere che facendo squadra si possa migliorare il settore, ma la realtà dei fatti è molto più cruda: ognuno pensa sempre al proprio orticello, da sempre.

Proprio la settimana scorsa ho fatto una call con il CEO di un’azienda competitor, introducendolo al settore mobile in Europa.

Mossa stupida? Forse, ma mi piace giocare a carte scoperte. Sarà (quasi sempre) il più abile a vincere!”

Mirko: “Mi piace Siro, così come mi è piaciuto intervistarti. Grazie mille per aver dedicato del tuo tempo ai miei lettori.”

E grazie a te lettore che sei arrivato fino a qui.

A presto,

Mirko.

© Mirko Maiorano

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