Il test del Mago di Oz è uno dei metodi con cui validare le ipotesi iniziali di business all’interno di un processo Lean Startup.

Rispetto al Concierge Test, di cui ho parlato in un precedente articolo, si tratta di creare un “falso” prototipo – Minimum Viable Product – come se fosse reale. Da questo deriva il nome di questo test: creare un’illusione come fanno i grandi maghi.

Questo metodo ha un solo e preciso obiettivo: capire quali funzionalità del prodotto che intendiamo realizzare, sono veramente utili e apprezzate dagli utenti finali.

Un front-end completo di pulsanti, form, menù, etc., ma senza un back-end, un motore. Senza quella parte di software che lo renda autonomo.

L’utente finale, infatti, avrà davanti un prodotto così come intendiamo realizzarlo, ma che non funzionerà in maniera automatica, bensì a rispondere ad ogni sua istruzione, ci saremo noi a fare tutto il lavoro manualmente.

Questo genere di test permette di risparmiare tantissime risorse, in un processo di sviluppo del prodotto, sia in termini di tempo, che di forza lavoro e di investimenti economici.

Inoltre, potendo raccogliere direttamente e personalmente tutti i dati sul comportamento degli utenti attraverso il nostro falso prototipo, riusciamo a migliorare la soluzione da sviluppare e renderla sempre più in linea con le richieste del mercato.

In poche parole, come nel Concierge Test, abbiamo la possibilità di raccogliere feedback su un prodotto che non abbiamo ancora sviluppato.

In pieno stile Lean Startup: meno costi di sviluppo + dati reali e oggettivi.

Esempio pratico

Ipotizziamo di voler creare un portale che, in base alle tue preferenze e gusti alimentari, ti invia quotidianamente delle ricette, la lista degli ingredienti da comprare e i migliori negozi nella zona dove trovarli a buon prezzo.

Creare un software capace di elaborare tutti questi dati in automatico, richiederebbe tempo e risorse economiche non indifferenti.

Attraverso un test del Mago di Oz potremmo progettare solo il front-end dell’applicazione, con tutte le funzionalità che intendiamo inserire nel prodotto finale, come ad esempio: scelta della frequenza di invio, elenco delle allergie alimentari, inserimento dei negozi locali preferiti, etc. E simulare il suo funzionamento tramite il nostro intervento manuale.

In questo modo raccoglieremo tutte le informazioni sul comportamento degli utenti e potremmo soddisfare le richieste attraverso un servizio di newsletter gestito dal team manualmente.

Mano mano che alcune funzionalità diventeranno più utilizzate e, soprattutto, più apprezzate dagli utenti, potremmo iniziare a sviluppare la logica del software che dovrà sostituire il nostro lavoro manuale.

Così dall’illusione del funzionamento automatico si passerà al vero prodotto finale senza che l’utente finale si accorga di niente. Che magia! 🙂

Molte aziende famose hanno utilizzato e continuano ad utilizzare questo test, come ad esempio Groupon, IBM, Zappos, etc.

Ad esempio, Facebook non ha mai nascosto di utilizzare delle risorse umane per simulare alcune funzionalità della piattaforma, al fine di di migliorare e potenziare gli algoritmi di intelligenza artificiale che intendono sviluppare.

Il Concierge Test e il Wizard of Oz Test sono ottimi strumenti di indagine, raccolta dati e analisi in un processo di sviluppo del prodotto o di una idea di business, ma non sono gli unici.

Nei prossimi articoli parlerò di altri test che è possibile effettuare, tutti in linea con i principi Lean Startup.

Stay tuned.

© Mirko Maiorano

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