Michele Rubini, musicista slash imprenditore slash sviluppatore. Ci siamo conosciuti (dal vivo) durante l’evento di Growth Hacking Day a Milano, anche se sui social ci seguivamo già da un po’. Per me è stato un piacevole incontro e un modo per conoscere meglio i suoi progetti e la sua storia. Così è nata l’idea di ospitare nel mio blog una sua intervista.

Intervista a Michele Rubini

Ogni imprenditore / marketer ha una storia degna di ispirazione. Qual è la tua?

Michele: “Sono principalmente un musicista. Lotto ogni giorno per creare un futuro che sia diverso da quello che la società vorrebbe per me, e continuare a suonare. Poiché suonare full time non è possibile, se non accettando alcuni compromessi, ho deciso di fare qualcosa che non avesse nulla a che fare con la musica, ma mi permettesse di guadagnare e al tempo stesso difendere la (mia) arte.”

Da un lato musicista, dall’altro imprenditore al servizio di marketer e aziende. Qual è stata la chiave di volta di questo connubio?

Michele: “molti musicisti programmano, alcuni sono anche imprenditori. Credo che ci sia una qualche connessione, ma non so qual è.

Il mio punto di svolta è stato nel 2011. Ero a NY a studiare musica e mi sono reso conto che musicisti fantastici suonavano in cambio di una pizza (letteralmente) e che non volevo fare la stessa cosa. Fu allora che iniziai ad incominciare a offrire i primi servizi di marketing con un modello di arbitrage, delegando molti task nei Paesi “next eleven”. Da qui sono nati i miei progetti brand tra cui jazz.services, market leader nell’industria del jazz.”

In effetti hai pienamente ragione Michele, del resto anche i miei partner di 20tab sono musicisti, imprenditori e sviluppatori!

Tornando a noi, hai sviluppato diversi prodotti che aiutano le aziende a crescere. Quali tra questi hanno aiutato la tua azienda a crescere?

Michele: “fortunatamente, sono sempre stato affascinato dalla programmazione (soprattutto lato network, socket) sin da piccolo. Ho iniziato in C, C++ e ho trovato in PERL il mio linguaggio di programmazione preferito all’epoca.

Poiché mi piace molto anche tutto ciò che è intelligenza competitiva, ho unito le due cose dando vita negli ultimi anni a diversi progetti come buddyad.com, che si occupa tutt’ora di intelligenza competitiva nel campo delle affiliazioni su native, angage.net, un tool essenziale per chi fa dropshipping e si occupa di e-commerce, scrapebook.net e fbradar.com che sono strumenti utili per chi far marketing su Facebook.

Direi che tutti questi prodotti hanno contribuito a crescere sia la mia azienda che me stesso.”

Tra i tuoi prodotti c’è Angage.net, in che modo aiuta le aziende che operano nel mondo dell’e-commerce?

Michele: “Angage permette di trovare prodotti che diventeranno virali, disponibili per dropshipping.

Restituisce anche link per il sourcing diretto del prodotto su Alibaba, Aliexpress, Amazon, ma anche recensioni del prodotto, campagne su social, margine di profitto e molto altro. Al suo interno si trovano informazioni su migliaia di store, come ad esempio: account e campagne social attualmente in esecuzione; prodotti in vendita per categorie; venditori; valore medio del prodotto; statistiche di traffico; plugin di marketing utilizzati; etc.

Su Angage vengono tracciati i dati di vendita di oltre 50,000 store online, questo permette di capire cosa si sta vendendo di più e in che modo.”

Wow, davvero è un prodotto utile agli e-commerce! Ma cosa rende Angage unico rispetto i suoi diretti concorrenti?”

Michele: “sicuramente la completezza e l’attendibilità dei dati che offre.

In un’unica piattaforma è possibile visualizzare informazioni su migliaia di prodotti, venditori, fornitori e negozi. In più, è l’unico strumento online che offre dati di vendita reali di così tanti negozi online. Basta che pensi che, prima del GDPR ( 😐 ), forniva anche i dati degli acquirenti e dei loro acquisti. 😮

Dal 25 maggio ho eliminato queste funzioni per adeguare il servizio al nuovo regolamento sui dati personali, ma ti assicuro, Mirko, che Angage resta comunque un prodotto con enormi potenzialità.”

Grazie Michele per questa intervista. Un’ultima domanda, hai un consiglio da dare agli imprenditori Italiani che operano nel settore dell’e-commerce?

Michele: “testare diversi prodotti continuamente, anche con budget non alti. Sperimentare costantemente e affidarsi ai dati per prendere decisioni informate e diminuire i rischi d’impresa.”

Conclusioni

Che ne pensi? Se d’accordo con me che la sua storia meritava di essere raccontata?

Inoltre, grazie a Michele ho avuto modo di testare Angage su un progetto di un mio cliente ed è realmente un ottimo prodotto, soprattutto se usato per monitorare cosa sta accedendo fuori dalla porta del negozio ed evitare di fare acquisti sbagliati. Se vuoi saperne di più su Angage, visita il sito angage.net

© Mirko Maiorano

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